Oggi audizioni sullo stato del personale in sanità e sul progetto NeMO per il contrasto alle malattie neuromuscolari

72 Visite

A seguito del parere favorevole,  in seduta congiunta con la VI  Commissione, alla delibera di G.r. che dava il via libera allo schema di convenzione tra la Regione Puglia e l’ENS Puglia per la “realizzazione del Programma di politiche di inclusione sociale“, la Terza Commissione  presieduta dal consigliere Mauro Vizzino ha continuato i suoi lavori audendo, su richiesta del consigliere Lacatena, l’assessore alla Salute, Rocco Palese ed, in qualità di coordinatore  delle Associazioni di Monopoli per la difesa delle strutture sanitarie, il prof Angelo Giangrande sullo stato delle assunzioni del nuovo ospedale di Monopoli/Fasano.

La  principale preoccupazione espressa è che la nuova  struttura possa essere al  suo termine, un “guscio vuoto”, con 299 posti letto che non si sarà in grado di gestire per mancanza di personale. Già oggi mancherebbero al  San Giacomo di Monopoli 8  direttori di struttura complessa, più una serie di specialità ospedaliere che, se non inserite  nella pianta organica del nuovo ospedale, lascerebbe il popoloso bacino di utenza afferente al Monopoli/Fasano, privo di un’assistenza adeguata.

“Drammatico” è il termine  utilizzato dall’assessore Palese per definire la situazione del personale medico e sanitario. Ma non solo a Monopoli o in Puglia, ma nell’intero Paese:una somma di errori cominciati  con l’anno accademico ‘90-’91, con l’inserimento del numero programmato nelle facoltà di Medicina e Chirurgia. Una decisione  comprensibile in  quegli anni, ricorda  Rocco Palese, quando  si registravano  all’incirca 27 mila medici  nell’impossibilità di inserirsi nella professione medica, ma che avrebbe essere  riveduta e corretta negli anni successivi. Cosa che non fu fatta. Si  aggiunge a questo  l’esiguo numero di  borse di studio per le specializzazioni che solo  due anni fa, per  la pandemia sopraggiunta, è stato possibile  quasi quadruplicare, pur rimanendo ancora, insufficienti.

Perché intanto i medici  andavano in pensione senza essere rimpiazzati nel giusto rapporto. In ultimo, terzo punto, l’Italia che già annoverava tra le sue specializzazioni, la medicina di Pronto Soccorso e di Urgenza, la  elimina- pur non obbligata-  per adeguarsi ad altri Paesi europei. Il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi: il ripristino della  specialità  non serve a  restituire  nell’immaginario collettivo di chi si indirizza a compiere una scelta , la rilevanza strategica  di una  specializzazione che tanti anni da “ sindrome da cenerentola” le aveva  cucito addosso. Da un paio d’anni  viviamo nell’assurdo di borse di studio che non vengono coperte. Solo quest’anno sono  circa 500  quelle rimaste vacanti.

L’assessore ha quindi  anticipato un provvedimento che porterà probabilmente domani, all’attenzione della Giunta regionale: il censimento del personale   della sanità. “ Perché- ha detto Palese- non si può programmare senza conoscere con esattezza il punto dal quale si parte. Oggi sappiamo  che  si è poco meno di 45mila, ma che il 31% di questi ha limitazioni di vario genere. Allora vogliamo capire dove si concentra il personale, dov’è dislocato,  quali sono le limitazioni  che impediscono i turni in reparto, le notti in Pronto Soccorso e via di seguito. Partiremo da qui per dare risposta  al nuovo ospedale di Monopoli, ma anche a Taranto  e nella Puglia tutta”. L’assessore non ha  mancato poi di sottolineare che spetta  alla classe politica, se sul serio si vuole cambiare  il modello ospedalecentrico, essere conseguenziale nelle scelte che devono tener conto della nuova medicina sul territorio.

Nella seconda audizione, richiesta dal consigliere Mazzarano, la Commissione ha preso atto dello stallo che registra il Progetto redatto dall’Aress per l’istituzione sul territorio regionale di un centro clinico NeMO per la cura delle malattie neuromuscolari. Sono 2500  i cittadini pugliesi che oggi sono interessati da queste  patologie in gran parte genetiche.  Al Progetto stilato  nel 2014, positivamente valutato  anche dalla ricerca Telethon non mancherebbe che l’ultima firma del Direttore Generale dell’Aress, oggi assente  dall’audizione. L’assessore Palese si è riservato il tempo necessario a compiere, con il Dipartimento alla Salute, una ricognizione sulla situazione della quale riferirà in Commissione. Anche perché, nel frattempo, molto  di nuovo c’è stato in Puglia da registrare nella lotta attiva alle  malattie genetiche con gli screening neonatali che porrebbero la regione all’avanguardia nella possibilità reale di diagnosi precocissime e quindi di conseguenti, tempestivi interventi.

Promo