Arpal, Laurora (Puglia Popolare): Fabiano Amati fa finta di non sapere, parlano i numeri e gli obiettivi raggiunti

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«Oggi ci tocca rispondere al nuovo commissario di Azione, Fabiano Amati, Presidente del Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli che continua ancora a parlare di volere il “buongoverno in Arpal”, dimenticandosi che lo stesso è già esistente.

Basterebbe un tantino informarsi per capire che il buon andamento della Pubblica Amministrazione in Arpal Puglia, improvvisamente caro ad Amati dopo la candidatura di Cassano in Azione, è stato ampiamente perseguito nei “numeri” che il Direttore Generale di Arpal, Massimo Cassano, ha conseguito alla guida dell’Agenzia regionale delle politiche attive del lavoro, rendendo la Regione Puglia una delle prime in Italia a completare il Piano di Potenziamento e a prendere in carica oltre 60.000 beneficiari del progetto G.O.L.

La Puglia, insieme a Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Umbria, Lombardia, Marche e Campania, ha conseguito il target nazionale a novembre, CON UN MESE DI ANTICIPO, rispetto agli obiettivi nazionali prefissati.
Sono state 60.659 le persone prese in carico in Gol dai 44 centri per l’impiego della Regione Puglia, con un tasso di conseguimento pari al 129% (IL QUARTO IN ITALIA).

Ampiamente soddisfatti pertanto, i principi di efficacia e efficienza in Arpal Puglia, così come previsto dall”art.97 della Costituzione!

Ma questo il consigliere, primo firmatario della legge “antiCassano”, ritenuta incostituzionale già dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, non lo evidenzia o fa finta di non ricordarlo!

Siamo stati mesi in silenzio a subire gli attacchi di un consigliere regionale che ancora oggi cita Arpal, dopo essere stato messo alla porta dal Presidente Emiliano, che lo ha letteralmente “cacciato” dalla maggioranza, dopo aver tradito il mandato degli elettori che lo avevano eletto per stare nel Pd.

Mesi di calunnie, illazioni a cui abbiamo invitato i nostri iscritti a rispondere con il rispetto, al posto di querele, ma che oggi, di fronte ai NUMERI (non a dichiarazioni personali) che parlano di SUCCESSI ed OBIETTIVI RAGGIUNTI da Massimo Cassano in Arpal Puglia, non siamo più disposti a tollerare.
Se l’obiettivo di distorcere la realtà, non citando i numeri suddetti, ma basandosi sul “sentito dire”, sfruttando l’assist collaborativo di qualche giornalista con cui lo stesso ha svolto diversi incontri, convegni e manifestazioni, non solo su Fasano, era quello di acquisire la guida di “Azione”, avrebbe potuto semplicemente chiamarci e gli avremmo subito consegnato quel contenitore vuoto che Carlo Calenda aveva costruito in Puglia e che aveva provato a riempire grazie al sostegno di Puglia Popolare.

Proprio tu Fabiano Amati che avresti dovuto imparare a tue spese che, in uno stato di diritto, non si è mai colpevoli sino al terzo grado di giudizio, a maggior ragione con illazioni frutto di distorsione della realtà.

Noi di Puglia Popolare ricordiamo con piacere che la Cassazione, il 22 novembre 2017 ha annullato senza rinvio, a te Fabiano Amati, all’epoca dei fatti consigliere regionale, la condanna a sei mesi di reclusione per tentato abuso d’ufficio.

In quell’occasione dichiarasti di «aver preferito di mantenere un profilo molto basso».

Fu la Cassazione ad annullarti senza rinvio la residua condanna a sei mesi, cancellando del tutto le accuse e dunque anche quella sospensione dai banchi del Consiglio regionale. Fu dunque la Cassazione a dirti che gli atti urbanistici assunti dal Comune di Fasano erano legittimi, tanto da superare per ben due volte l’esame dei tribunali amministrativi, e che in ogni caso i parenti di Amati non hanno ottenuto alcun vantaggio patrimoniale dall’approvazione del piano di recupero del centro storico.

Fu la Cassazione, non un consigliere regionale e non un articolo di giornale. E nel caso di Arpal ci sono i NUMERI che parlano in maniera chiara ed inequivocabile.

Da oggi, non possiamo più stare in silenzio e siamo disposti a replicare colpo su colpo. Il tempo del silenzio è terminato caro Amati».
 

E” quanto si legge in una nota a firma di Carlo Laurora, Commissario Regionale di Puglia Popolare.

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