“La casta siete voi” ovvero la destra che non c’è

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Sala piena e anche ospiti di assoluto rilievo, a dispetto del tempo inclemente, un successo la presentazione ieri a Bari, presso la sede della Asso-Consum, de “La Casta siete voi“, l’ultimo lavoro di Enzo Raisi. Né poteva essere diversamente, vista anche la fama del suo autore sia come politico (una lunga esperienza locale nella “rossa” Emilia, prima di divenire parlamentare, tra l’altro, due volte con An e poi nel 2008 con il PDL) che come scrittore, grazie soprattutto al suo “Bomba o non bomba. Alla ricerca ossessiva della verità (Minerva Edizioni, 2012) sulla ancora controversa strage di Bologna al di là degli esiti processuali. E dunque grande attesa per questo suo libro che, citando Visconti, è a metà tra un “ritratto di una famiglia in un interno” (dal MSI alla destra del berlusconismo al potere) scritto da un testimone d’eccellenza, ma soprattutto l’analisi di un po’ tutta la politica italiana degli ultimi quarant’anni vista con i suoi occhi. Quelli di chi, da anni imprenditore di successo in Spagna, ha deciso di fermarsi solo a osservarla, la politica italiana, per poi poterne parlare con tutto il distacco critico del grande giocatore che segue attentamente una partita ad un tavolo al quale non è seduto o, forse meglio, non si è voluto sedere. Un titolo che già la dice tutta e pubblicato in proprio (Ed. Taurinorum – Espana) ad evitare ingerenze o coinvolgimenti editoriali – e disponibile solo on line o acquisibile alle presentazioni con l’autore – è un libro «volutamente indipendente ad ogni costo» e quasi controcorrente, questo di Raisi. 250 pagine di un “amarcord” di chi c’era nella “stanza dei bottoni” e che, attraverso episodi personali con tanto di nomi e cognomi, spiega non soltanto la parabola finiana ma anche parte di quella destra liberale che oggi non si sente rappresentata appieno dagli attuali protagonisti della scena politica nazionale.Quella destra nella destra che c’è e resiste, con idee proprie, e ora vuol far sentire la sua voce anche per dare il proprio contributo alla ricostruzione di un Paese devastato da anni di politica di scandali, compromessi, coalizioni e larghe intese che hanno lasciato poco spazio un po’ a tutti i portatori di quei valori identitari e ideali di una volta, compresi quelli di una sinistra spaccata e in crisi di identità. Ovvero tutta quella non piccola galassia di persone, sotto segni confusi e contrapposti, che invece si potrebbe ritrovare unita da valori e progetti comuni improntati al liberalismo più puro. Insomma fare di una forza non rappresentata anche una forza capace di attrarre i giovani della “generazione Neet” ma assenti di fatto perché altrove distratti da un “carpe diem” senza prospettive e, pertanto, privi di una vera coscienza politica che sia alla base di un’azione che li porti a esserci e incidere su scelte che peraltro riguardano il loro futuro. Non a caso, dunque, l’appuntamento con questo libro di Raisi a Bari, sùbito seguito da quello di Taranto e Lecce, organizzato dalla Associazione Italia Liberale e Popolare e il Movimento L.I.B. (Liberismo, Impresa e Buongoverno). Al tavolo con Raisi Giuseppe Romito e Marco Glaciale referenti pugliesi di questa nascente forza a «struttura orizzontale» che intende verosimilmente proporsi come interlocutore aggiunto alle forze di Governo, se non divenire addirittura un possibile trait d’union liberale tra Forza Italia e Terzo Polo. Una presentazione che si è pure trasformata in un piccolo dibattitto partecipato, data la presenza di delegazioni di comitati cittadini e alcuni referenti di soggetti politici vicini alle associazioni organizzatrici, impossibile non citare tra i convenuti Francesco Divella, indimenticato parlamentare per due legislature, ma lì plausibilmente più per motivi di affetto e stima personali con l’autore che per altro.Enrico Tedeschi

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