Autismo. Tammacco: “con 6,4 milioni diamo prime risposte alle famiglie. Ma servono risorse per nuove strutture e personale specializzato”

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«Con i 6,4 milioni di euro destinati alla Puglia dei 100 stanziati dal fondo per l’autismo, dobbiamo provare a recuperare il ritardo atavico che la nostra regione sconta sull’assistenza socio-sanitaria ai bambini e adolescenti che soffrono di disturbi dello spettro autistico. Persone spesso disorientate dalla mancanza di presa in carico, dalla carenza di strutture e non da ultimo dalla grave carenza di personale specializzato: educatori, logopedisti, riabilitatori. In Puglia attualmente sono operative 16 strutture sulle 82 del fabbisogno che in questo momento neppure riuscirebbero a soddisfare la domanda di cura dei circa 7.500 casi diagnosticati. Sono i dati emersi dalle audizioni, in commissione sanità, dei membri del tavolo regionale sull’autismo che ho richiesto insieme consigliere Michele Mazzarano» – ha dichiarato il capogruppo “per la Puglia” in Consiglio Regionale, Saverio Tammacco.

«Numeri che ci impongono di agire in fretta non solo per dare riposte certe alle numerose famiglie che a causa delle carenze del pubblico si rivolgono a strutture private e finiscono per impoverirsi, ma anche per l’esponenziale aumento dei casi che richiede attenzione da parte di chi gestisce assistenza e servizi. Solo nel territorio di Bari nel 2021 sono state registrate 114 prime diagnosi, nel 2022 ad oggi sono 121» – ha aggiuno Tammacco.

«Occorre una programmazione integrata tra settore sociale e sanitario, nuovi modelli organizzativi che tengano conto delle esigenze dei pazienti e delle diverse manifestazioni del disturbo che ha 2160 modalità di manifestazione. Così come è necessario che sia il tavolo regionale dell’autismo con le sue varie componenti, tecniche, gestionali e scientifiche a decidere su quali interventi indirizzare le risorse: non solo i 6,4 milioni del fondo biennale ma anche quelle che si riuscirà ad impegnare in sede di discussione di bilancio, al fine attuare interventi strutturali evitando dispersioni. Risorse che dovranno servire a ridefinire i percorsi riabilitativi che fin qui non hanno funzionato e a rivedere il ruolo dei CAT, i Centri Autismo Territoriali che come hanno sottolineato i medici esperti, non possono restare solo luoghi in cui si fa la diagnosi, ma dove invece, specie per le diagnosi precoci, deve inizia il percorso cura con il monitoraggio e la rieducazione comportamentale. Mi batterò, inoltre, perchè la Puglia si doti di un centro specializzato nell’accoglienza di persone con disabilità autistica grave che al momento vanno fuori regione con rette giornaliere che toccano gli 800 euro. Condivido l’impostazione del dipartimento salute che si appresta a modificare il regolamento regionale del 2016 adattandolo alle nuove esigenze potenziando lo standard organizzativo per accogliere chi ha bisogno di livelli di assistenza più alti» – ha concluso il capogruppo di “per la Puglia”.

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