Ambiente, Emiliano: ‘lotta a dissesto idrogeologico in Puglia è nei dati’

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«La lotta al dissesto idrogeologico in Puglia è nei dati: a partire dal 2015 sono stati finanziati 175 interventi per circa 500 milioni di euro a beneficio di numerosi Comuni pugliesi di cui circa il 50% in provincia di Foggia». Così in una nota il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nella sua qualità di Commissario di Governo per il disseto idrogeologico, dopo la tragedia di Ischia e alcune critiche sull”esiguità dei fondi spesi rispetto a quelli disponibili contro il dissesto idrogeologico.

«Novantadue interventi  – spiega – sono stati già completati e collaudati, 21 interventi sono in corso avanzato di realizzazione, 27 progetti approvati sono in fase di appalto, 35 interventi finanziati sono in fase di progettazione. Gli interventi si riferiscono a vari programmi finanziari concordati tra Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, Presidenza del Consiglio e Dipartimento della Protezione Civile. Inoltre vi sono ulteriori 44 progetti – continua Emiliano – in fase di redazione a cura del Commissario di Governo, che per legge è il presidente della Regione, grazie ad un apposito fondo di rotazione regionale; 26 di questi progetti sono già cantierabili ma attendono di essere finanziati per poter essere attuati. Occorrerebbero circa 120 milioni di euro. Infine vi sono richieste di finanziamento per oltre 110 milioni da parte di Comuni pugliesi, inviate alla Regione e caricate sull’apposita piattaforma nazionale Rendis, che attendono anch’esse di poter accedere a qualche forma di finanziamento».
Tra gli interventi del Commissario, le cui opere sono indicate come opere di preminente interesse nazionale, sono numerosi quelli realizzati nel Subappenino Dauno per consolidare versanti in frana e proteggere centri abitati in una zona caratterizzata da terreni particolarmente fragili e, nel corso dei secoli, privati della protezione vegetale. Numerosi anche gli interventi per ripristinare il corretto deflusso di torrenti e alvei fluviali nel Gargano dove molto spesso il percorso burrascoso e veemente delle acque diventa ancora più pericoloso a causa di presenze antropiche specialmente in prossimità delle foci nelle aree golenali trasformate da insediamenti turistici negli ultimi 50 anni.

«Il rischio alluvionale – sottolinea Emiliano – è presente in gran parte della Regione dal Tavoliere fino al Salento nelle aree in cui si raccolgono le piene provenienti dai rilevati Murgiani e che defluiscono verso le coste. Nel loro percorso naturale trovano ostacoli quali infrastrutture stradali o ferroviarie, insediamenti industriali e centri abitati ovvero bacini endoreici nelle terre salentine, determinando così condizioni di allagamento aggravate dalle piogge sempre più intense e concentrate”. “La lista degli interventi contro il dissesto idrogeologico è lunghissima», evidenzia Emiliano.

«Evitare disastri come quelli che periodicamente affollano le cronache nazionali, non è questione da poco. I cambiamenti climatici sempre più percepibili e gli interventi scorretti dell’uomo sono diventati un mix letale creando seri problemi per la tenuta e la sicurezza dell’ambiente naturale così come dell’ambiente antropizzato». Il presidente, come commissario di governo, ha nominato l’ingegnere Elio Sannicandro quale soggetto attuatore, chiedendo di creare un ufficio particolarmente efficiente ed organizzato per fronteggiare questioni molto complesse che i singoli Comuni non sono in grado di affrontare con sufficienti competenze tecniche. Per Emiliano l”approccio scelto è «moderno e multidisciplinare e sta portando a determinare modalità innovative di intervento orientate alla ricerca di un equilibrio tra messa in sicurezza di persone e infrastrutture e ripristino della naturalità dei luoghi e rigenerazione dei centri abitati».

Il presidente evidenzia che «stiamo lavorando per creare una cabina di regia regionale multidisciplinare, una banca dati e un sistema di monitoraggio centralizzati, coinvolgendo oltre alla Regione Puglia, gli enti locali e le istituzioni competenti.E’ necessario approfondire la conoscenza del territorio monitorando nel tempo le situazioni critiche in modo da intervenire dopo aver effettuato una diagnosi precisa dei fenomeni in atto. Dovremo porre rimedio -spiega- agli interventi sbagliati effettuati negli scorsi decenni dell’uomo, puntando alla rinaturalizzazione dei luoghi e ripristinando il miglior equilibrio ambientale, utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica per consolidare i versanti con piantumazioni e mediante rimboschimento; effettuando demolizioni laddove necessario per alleggerire i versanti o liberare gli alvei dei torrenti e dei fiumi».

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