Metà delle inchieste sullo sfruttamento di manodopera nel quinquennio 2017-2021 sono in agricoltura

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Nel quinquennio 2017-2021 su un totale di 438 casi di procedimenti e di inchieste avviate per motivi di sfruttamento lavorativo, ben 212 (oltre il 48%) hanno riguardato il solo settore primario. Aspetto interessante, ma non sorprendente, è che le inchieste sull’agricoltura sono prevalentemente incardinate presso le Procure del Sud Italia: questo aspetto emerge chiaramente per gli anni 2017-2018 ma, a dire il vero, trova conferma anche nel monitoraggio dal 2019 al 2021, anche se con una leggera flessione, per cui le vicende del Sud Italia sono poco più della metà di tutte quelle che coinvolgono lavoratori agricoli. E” quanto rileva il IV Rapporto Altro Diritto/Flai Cgi riportato dal nuovo rapporto sulle Agromafie e Caporalato dell”Osservatorio  di Flai Cgil che con gli approfondimenti territoriali in Friuli-Venezia Giulia, nel Veneto e con il caso Italpizza, mette in luce l’evoluzione del caporalato nelle filiere produttive agroalimentari.

L’appalto ed il sub appalto illecito, sapientemente orchestrati da “colletti bianchi” senza scrupoli, con girandole di pseudo imprese, spesso false cooperative, ma anche Srl farlocche quasi sempre intestate a compiacenti prestanomi, rappresentano l’evoluzione dell’intermediazione illecita di manodopera, che può essere definita “nuovo caporalato” o “caporalato industriale”.

Un “modello” che non interessa solo le imprese dell’agroalimentare, ma che parte dai campi ed arriva fino agli ospedali, passando dai macelli e, come nel caso scrutato nell’odierno Rapporto, fino in Italpizza. Il sistema degli appalti e dei sub appalti consente a committenti spregiudicati di avvalersi di manodopera a costi bassissimi, in alcuni casi oltre il 40%, con improprie applicazioni contrattuali (logistica e multiservizi per lavorazioni del processo produttivo dell’industria alimentare), con orari e ritmi di lavoro pesantissimi, ma che genera anche imponenti evasioni da parte delle pseudo imprese appaltatrici che non saldano i propri debiti con lo Stato (Iva, Irap, contributi Inps) o con le banche.

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