Ex Ilva, ipotesi controllo Stato prima del 2024

70 Visite

Il governo scopre le carte sull”ex Ilva e lo fa direttamente per bocca del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, quanto mai esplicito nel giudicare l”operato di Acciaierie d”Italia e nel prospettare un rapido cambio di passo attraverso probabili modifiche alla governance della società, oggi a maggioranza Arcelor Mittal. «La produzione dell”ex Ilva, di Acciaierie d”Italia, non è in condizione di poter reggere uno stabilimento e una produzione siderurgica come quella che l”Italia merita» , ha scandito il ministro. In queste settimane il titolare di Via Veneto ha incontrato sindacati, sindaci e governatori: «li ho ascoltati e abbiamo condiviso alcuni strumenti perché lì c”è bisogno di riequilibrare la governance» , ha spiegato. La linea è chiara:

lo Stato italiano ha già investito nell”ex Ilva “molto denaro” e lo farà ancora, con le risorse del Pnrr per la transizione e con l”aumento di capitale previsto dall”Aiuti bis. In tutto 2 miliardi che però, ha puntualizzato Urso, «abbiamo il dovere di sapere come saranno spesi» . Niente investimenti a scatola chiusa dunque e soprattutto niente soldi in pozzi di cui non si vede il fondo. Se così fosse, meglio cambiare le carte in tavola. Una delle ipotesi di cui si è discusso in questi giorni è non a caso quella avanzata da Michele Emiliano.

Al tavolo convocato dal Mimit dopo lo stop di Acciaierie a 145 aziende dell”indotto, il governatore della Puglia ha suggerito di condizionare l”eventuale versamento del miliardo messo a disposizione dal precedente esecutivo «ad un contributo in conto capitale, aumentando la quota azionaria in capo al governo italiano e le societa” che il governo controlla» . Si potrebbe forse pensare quindi ad un possibile anticipo della già prevista salita del socio pubblico Invitalia al 60% di Acciaierie, rinviata proprio a maggio di quest”anno al 2024.

Promo