Sanità: l’intersindacale medici sollecita la regione sull’accordo integrativo

82 Visite

 A che punto è l”Accordo integrativo regionale di medicina generale? Se lo chiede l”Intersindacale medici (Confintesa, Fp Cgil, Smi, Simet, Snami) in una nota nella quale porta a conoscenza che «così come previsto dall”Accordo collettivo nazionale del 28-04-2022 il livello di negoziazione regionale, Accordo integrativo regionale (Air), definisce obiettivi di salute, percorsi, indicatori e strumenti operativi per attuarli, in coerenza con la programmazione e le finalità del Servizio sanitario regionale ed in attuazione dei principi e dei criteri concertati a livello nazionale, anche in considerazione di quanto previsto dall”articolo 4, nonché le materie esplicitamente rinviate dal presente Accordo».

Le Regioni e le organizzazioni sindacali firmatarie dell” Acn si impegnano a definire gli Accordi integrativi regionali entro il termine previsto dall” articolo 8, comma 3. La nota riporta nello specifico l”articolo 8: “Al comma 2 recita: Le Regioni, entro sei mesi dall”entrata in vigore dell” Accordo ( 28-04-2022 ), definiscono ai sensi della normativa vigente gli atti di programmazione volti a istituire forme organizzative mono professionali (Aft) e le modalità di partecipazione dei medici alle forme organizzative multiprofessionali, osservando i seguenti criteri generali: a) istituzione delle Aft in tutto il territorio regionale; b) istituzione di forme organizzative multiprofessionali tenendo conto delle caratteristiche territoriali e demografiche, salvaguardando il principio dell”equità di accesso alle cure anche attraverso una gradualità della complessità organizzativa; c) realizzazione del collegamento funzionale tra AFT e forme organizzative multiprofessionali tramite idonei sistemi informatici e informativi”.

Al comma 3 è riportato: “L” attuazione di quanto previsto dal precedente comma deve avvenire a seguito dei nuovi Accordi integrativi regionali da perfezionarsi entro dodici mesi decorrenti dalla definizione degli atti di programmazione di cui al comma 2″.

In ragione di questo l”intersindacale medici «chiede di sapere se si è provveduto alla definizione degli atti di programmazione nei tempi previsti e di conoscere i contenuti di tali atti; di avviare il confronto per la definizione dell” Accordo integrativo regionale della Regione Puglia; e nell”ottica delle roboanti affermazioni, a cui non si è mai dato seguito- continua la nota– di potenziamento della sanità regionale riguardante sia la medicina ospedaliera sia quella territoriale di conoscere le risorse da investire per uscire dalla oggettivamente difficile e problematica condizione in cui versa la nostra sanità regionale. Da tempo lamentiamo la mancanza di programmazione e una gestione resa ancora più emergenziale dalle criticità emerse ad esempio la mancanza di medici e di infermieri. Riteniamo indispensabile intervenire per evitare una crisi irreversibile del Sistema sanitario regionale».

«Facciamo appello- conclude la nota- a tutti i consiglieri regionali, chiamati a verificare gli investimenti per la sanità nella prossima legge di bilancio da definirsi e discutere entro la fine dell”anno 2022, perché siano protagonisti rispetto alle attese dei cittadini della nostra regione del potenziamento e rilancio della sanità pugliese».

Promo