LA LIBERTA’ DI STAMPA IN ITALIA

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Il fatto incredibile è che si sia sviluppato un dibattito su di un fatto semplicissimo: dare del “bastardo” ad un altro è inequivocabilmente un insulto.

“Bastardo” infatti è una parola inequivocabilmente insultante, è un giudizio genetico, il suo uso quindi non può essere supportato da nessun possibile comportamento negativo di chi ne sia così definito.

Un “bastardo” è tale per nascita, non può diventarlo, basta conoscere la lingua italiana.

Quali possibili difese può avere quindi chi venga definito bastardo?

Essenzialmente due: spaccare la faccia a chi lo ha così definito o ricorrere alla Giustizia.

Escludendo (dolorosamente) per ovvi motivi la prima soluzione, non resta che la seconda.

È uno di quei casi in cui il compito del Giudice dovrebbe essere davvero facile.

In Italia però si levano voci in difesa di chi abbia pronunciato l”invettiva, incredibilmente a sostegno invece di un concetto sacro quanto effimero: la libertà di stampa.

E non mi riferisco banalmente al fatto che questi signori abbiano tutti un editore dei quali sono veri e propri cani al guinzaglio.

Mi riferisco più generalmente al fatto che in Italia esiste una forma di soppressione delle libertà culturali molto più uniforme e subdola.

Citatemi un solo caso di personaggio della cultura italiana di successo che abbia potuto dichiararsi apertamente di Destra negli ultimi cinquanta anni.

Nella migliore delle ipotesi eventuali collocazioni a Destra potevano essere al massimo vagheggiate (Lucio Battisti) o forzatamente dimenticate (Giorgio Albertazzi) o addirittura nascoste (il grande, grandissimo, Sergio Caputo era stato un dirigente del Fronte della Gioventù).

L” ultimo caso di Tribunale dell” Inquisizione (mancava solo la tortura della ruota) di questa Italia “della libertà di stampa” è stata Laura Pausini rea di essersi rifiutata di cantare “Bella ciao”…

Della condanna di Saviano non mi interessa nulla, certamente non avrebbe difficoltà a pagare un”ammenda con quanto intascato da sceneggiature come quella di Gomorra, sempre che non si scopra che abbia copiato pure quella.

PINUCCIO TARANTINI

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