Conserva (Lega): la decisione di Acciaierie d’Italia non ricada sulla pelle dei lavoratori

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L’intervento del consigliere regionale dopo la decisione presa da Acciaierie di fermare l’indotto

«La decisione assunta dai vertici di Acciaierie d’Italia di mettere fuori dallo stabilimento ben 145 ditte dell’indotto è davvero inaccettabile. Una disposizione che rischia di creare una vera e propria emergenza occupazionale e sociale, mettendo a rischio un intero comparto economico con almeno 2 mila lavoratori interessati. Un atteggiamento irrispettoso nei confronti del territorio che arriva, tra l’altro, senza nessuna valida motivazione». Così il consigliere regionale Giacomo Conserva, presidente del gruppo Lega in Consiglio regionale.

«Un fulmine a ciel sereno – prosegue Conserva. Non voglio minimamente pensare all’idea che qualcuno, forse, sia intenzionato ad utilizzare i lavoratori per cercare di pressare il Governo centrale al fine di utilizzare quel miliardo di euro indirizzato all’azienda dall’ultimo decreto Draghi per sanare importanti debiti scaturiti da una mancanza di programmazione e pianificazione industriale. Nessuno giochi sulla pelle dei lavoratori e delle imprese dell’indotto, che già in vivono una difficile situazione a causa dei ritardi nei pagamenti e della mancanza di liquidità».

«Le risorse economiche servono e devono essere utilizzare per interventi di messa in sicurezza oltreché di sostenibilità ambientale. Nell’esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori ed ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, ritengo sia utile e necessario affrontare la vertenza del siderurgico ionico in maniera seria, mettendo da parte le bandiere di partito e cercando, tutti insieme, di tutelare concretamente un territorio che da troppi anni è allo sbando» ha concluso il consigliere regionale Giacomo Conserva.

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