Sospensione aziende indotto ex Ilva, sindacati scrivono ad Urso e Calderone

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I segretari generali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm invieranno domani una lettera ai ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (ex Sviluppo economico), e del Lavoro, Marina Calderone, chiedendo un incontro alla luce della decisione di Acciaierie d”Italia, ex Ilva, di sospendere a partire da domani, 145 imprese dall”attività e dai lavori nel siderurgico di Taranto. Delle 145, 43 sono di Taranto e si attende da parte delle aziende appaltatrici e dell”indotto un ulteriore ricorso alla cassa integrazione, dopo quello già in corso, stimato al momento per circa 2.000 unità.

I sindacati nazionali dei metalmeccanici chiederanno ai due ministri di riprendere sollecitamente il dossier Ilva, già affrontato col Governo Draghi dai ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando, e di chiarire quale posizione intende avere lo Stato che, attraverso la società partecipata Invitalia, controllata dal Mef, dalla primavera del 2021 è partner di minoranza del privato ArcelorMittal in Acciaierie d”Italia. A Invitalia, peraltro, è anche delegata la tecnicalità dell”operazione sul capitale sociale di Acciaierie d”Italia che, con un plafond sino ad un miliardo, è stata prevista dal decreto Aiuti Bis.

La sospensione delle aziende esterne, comunicata da Acciaierie d”Italia tra venerdì e ieri, è motivata dalla società con «sopraggiunte e ulteriori circostanze». Scatta da domani e durerà sino al 16 gennaio. Al personale delle aziende sospese verrà anche disattivato il badge di ingresso in stabilimento che, ad inizio turno, viene strisciato ai tornelli delle portinerie. Tuttavia ancora domani le aziende e il loro personale dovrebbero poter accedere nell”ex Ilva per lo smontaggio dei cantieri, ordinato dalla stessa Acciaierie d”Italia, attività che è già in corso. Non sono ufficialmente previsti per domani a Taranto scioperi e iniziative di protesta davanti alla portineria imprese del siderurgico, ma tuttavia non si possono escludere manifestazioni e sit in, tanto più che una sigla sindacale, la Uilm, già da ieri ha comunicato che bisogna passare a «mobilitazioni immediate».

Domani mattina Fim, Fiom e Uilm incontreranno nella sede della Camera di Commercio i parlamentari di tutti gli schieramenti eletti lo scorso settembre. Si parlerà della vicenda ex Ilva ma è un incontro che era già stato calenderizzato ai primi del mese.

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