Trivelle in mare. Pagliaro: “Inutile e dannoso. Solo 5-6 per cento di gas non vale devastazione del mare e del paesaggio”

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«L’ombra delle trivelle torna ad allungarsi sulle acque del Salento e della Puglia. Siamo sempre stati contrari e continueremo ad esserlo: no all’imposizione dall’alto di questo metodo devastante di ricerca degli idrocarburi in mare, per ricavare appena il 5-6 per cento del gas che serve al Paese. Minacciare il nostro mare per pochi barili di petrolio, peraltro di pessima qualità, è un delitto. L”impresa non vale il rischio. Non si può mettere in crisi un intero ecosistema nel tentativo di ricavare una quantità di idrocarburi insignificante» – dichiara in una nota il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani

«Siamo una regione ad alta vocazione turistica, e il paesaggio ha una valenza fondamentale. Chi verrebbe a passare le vacanze su una costa salentina e pugliese, se all’orizzonte si stagliasse l’obbrobrio di una enorme piattaforma petrolifera? C’è un no ormai assodato contro le trivellazioni offshore. I Salentini e i pugliesi si sono espressi in modo inequivocabile nel referendum del 2016: il 95% dei votanti ha detto no. Contestiamo il sacrificio del nostro mare e del paesaggio, a fronte di un incremento dell’offerta di gas di produzione nazionale che è davvero irrisorio e ci mette a rischio di dispersione in mare di rifiuti speciali, anche tossici, o danni alla flora e alla fauna determinati dalle tecniche di trivellazioni airgun, senza considerare i danni irreversibili che un incidente potrebbero causare in un mare chiuso come l’Adriatico o lo Jonio. L”airgun è una tecnica utilizzata dai geofisici per l”ispezione geosismica dei fondali marini. Di fatto viene sparata dell”aria compressa in acqua, in modo tale da produrre delle onde che si propagano nel fondale, venendo poi riflesse dagli strati della crosta terreste».

«La mozione contro le trivelle in mare, approvata all’unanimità a febbraio 2021, è stato uno dei miei primi atti da consigliere regionale, e ha cristallizzato l’impegno della Regione a prorogare lo stop ai permessi a trivellare nei nostri mari per la ricerca di idrocarburi e gas da parte di multinazionali senza scrupoli. La minaccia che i motori delle trivelle possano riaccendersi incombe di nuovo, e allora siamo pronti ad una nuova battaglia. Come nel 2014 quando organizzammo insieme ai partiti che oggi sono al Governo, convegni a Lecce , Gallipoli, Porto Cesareo e una imponente manifestazione a Santa Maria di Leuca, e poi innumerevoli iniziative che hanno costellato una campagna di sensibilizzazione anche sulle spiagge, come nel marzo 2016 per il sì al referendum No Triv, coinvolgendo e motivando i cittadini ad un’opposizione ferma e consapevole a questa iniziativa voluta dal Governo Renzi. Quel no vale oggi come allora» – ha concluso Pagliaro.

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