Agricoltura, in Puglia è allarme deflazione nelle campagne

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I consumatori pagano la cicoria cimata 8 volte di più rispetto “al campo” dove il prezzo segna 0,60 euro contro i 4,80 al banco. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia spiegando che la deflazione attanaglia i campi con le quotazioni di frutta e verdura che non riescono a coprire i costi di produzione, mentre continua l”accelerazione dei prezzi dei beni alimentari al consumo del +13,1% secondo i dati Istat ad ottobre.

Con l”inflazione record – insiste Coldiretti Puglia – i pugliesi sono costretti a tagliare gli acquisti, mentre le aziende agricole vedono passare le bietole dal campo a 0,50 euro ai banchi a 1,90 euro al chilo o la melanzana in campo aperto quotata a 0,60 agli agricoltori e rivenduta a 3,60 euro al chilo. Il conto della spesa a tavola arriva a un miliardo di euro in più a carico delle famiglie pugliesi durante l”anno – aggiunge Coldiretti Puglia – a causa dell”esplosivo aumento dei costi energetici, trainato dalle bollette del gas, con i rincari della spesa alimentare che costeranno alle famiglie 650 euro in più per imbandire la tavola.

Per l”associazione bisogna intervenire per contenere il caro energia e i costi di produzione i per salvare aziende e stalle lavorando su accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni.

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