Bimbo morto di cancro a Taranto, impugnata sentenza di proscioglimento

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«Lorenzo non tornerà più. Nulla potrà ridarci il suo sorriso, la sua voce, i suoi occhi ma è giusto che altri bambini non vivano i suoi stessi dolori. È giusto che altre famiglie non provino lo strazio lacerante che abbiamo vissuto e che viviamo noi. L’impugnazione della procura della sentenza di proscioglimento è un passo per capire». Così alla Dire Mauro Zaratta commenta la decisione della procura di Taranto di impugnare la sentenza di proscioglimento emessa dal giudice dell’udienza preliminare, Pompeo Carriere, nei confronti di alcuni dirigenti dell’ex Ilva di Taranto per la morte di suo figlio Lorenzo, ucciso a cinque anni da un astrocitoma, un tremendo tumore cerebrale. «L’intento dell’accusa – prosegue Zaratta che con la sua famiglia ha lasciato il capoluogo ionico dopo la morte del piccolo – credo sia andare a dibattimento per arrivare a capire bene cosa è successo». E spiega: «Nel tessuto del cervello di mio figlio sono stati trovati corpi estranei ritenuti cancerogeni: è giusto capirne qualcosa in più?».

Zaratta ricorda che «non esiste uno studio che dimostra il nesso tra il tipo di cancro che ha colpito Lorenzo e l’inquinamento ma è anche vero che si conosce solo il 10% delle cause scatenanti dei tumori cerebrali. È corretto approfondire per amore di verità». La tesi dell’accusa si è basata sull’ipotesi che la mamma di Lorenzo quando era incinta ha inalato le sostanze nocive emesse dal siderurgico perché lavorava nel rione Tamburi di Taranto.

Inalazioni che poi sarebbero state trasmesse al feto. Nel luglio scorso il giudice per le udienze preliminari ha assolto Angelo Cavallo, ex dirigente della fabbrica, che aveva chiesto il rito abbreviato e stabilito di non mandare a processo gli altri otto imputati, tra cui Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento Ilva fino al luglio 2012. «Se i responsabili pagassero secondo il corso della giustizia, sarei contento per i tanti bambini e le tante famiglie che da quella fabbrica hanno avuto situazioni similari: sarebbe un riscatto per tutti», conclude Zaratta.

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