Avocadogabb: “Porto il peso di lavorare nell”hotel più famoso di tik tok”. Intervista al tik-toker

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Gabriele Gentile, classe 2001, nasce il 18 gennaio a Crispiano (TA) sotto il segno del capricorno.

La vita del paese gli sta stretta, così dopo il diploma presso l””istituto alberghiero, con indirizzo accoglienza, decide di partire per la costiera romagnola e lavorare come receptionist presso l””albergo di famiglia.

Appassionato di editing e social network, coglie nelle dinamiche delle giornate lavorative spunti per la creazione di contenuti innovativi, da condividere sui social.

Le stravaganti abitudini dei clienti, gli oggetti dimenticati dagli stessi e le camere dell””hotel diventano oggetto dei tik tok realizzati per la piattaforma cinese.

Le visualizzazioni dei suoi video superano ogni aspettativa, e @avocadogabb (nome con cui è conosciuto sul web) cavalcando uno dei trend che imperversa sulla piattaforma, ironizza in alcuni video di “portare il peso di lavorare nell””hotel più famoso di tik tok”.

Nonostante la popolarità della struttura ricettiva, teatro dei fortunati video, il tik-toker non ha mai rivelato il nome dell””albergo accrescendo il mistero e la curiosità da parte degli utenti sul suo profilo che oggi vanta 890 mila followers – in costante crescita – e diversi milioni di interazioni.

Gabriele, come e perché hai deciso di approdare su tik tok con il tuo lavoro?

Sono iscritto su Facebook dal 2009, praticamente sono più gli anni che utilizzo i social rispetto a quelli in cui sono stato senza. Come tutti i ragazzi ho la necessità di confrontarmi con gli altri online.

I video che pubblico su tik tok si basano sulla mia vita, che include per forza di cose anche il mio lavoro. Durante l””estate lavoro in reception tutto il giorno, tutti i giorni, quindi la maggior parte dei video sono ambientati in hotel e riguardano prevalentemente l””attività lavorativa.

Svelaci una curiosità. Nonostante l””hotel in cui lavori sia il più celebre di tik tok, il nome dell””attività non trapela mai. Qual è la scelta di voler preservare l””anonimato?

Condividere i video è una scelta personale, basata sul mero piacere di farlo. 

Amo riprendere, montare, raccontare episodi ed esperienze divertenti.

Rivelare il nome dell””albergo significherebbe approfittare della visibilità, considerate le milioni di visualizzazioni dei vari video, e ottenere riscontri economici o pubblicitari, che in tutta onestà non mi interessano. 

Tra i tuoi video, quello del tuo coming-out è prossimo ai 5,5 milioni di visualizzazioni.

Come rispondi a chi ti accusa di aver strumentalizzato la questione per accaparrarti simpatie e consensi di nuovi follower? 

Nessun riscontro. Non faccio mai nulla per cercare riscontri.

Chi guarda quel video si accorge che è un video autentico, sia per la situazione che per la reazione di mia mamma. 

Avevo deciso di riprendere quel momento, così importante per la mia vita e per questo avevo nascosto il cellulare con cui è stato registrato, in un angolo della camera. 

In un primo momento volevo tenerlo per me, ma quando l””ho rivisto pensando a quando ero più piccolo, a quando cercavo video in rete sull””argomento senza riuscire a trovarne, se non di ragazzi stranieri, ho ritenuto potesse essere utile ad altri ragazzi che vivono o hanno vissuto la mia stessa situazione.

Da qui la scelta di condividerlo.

Tra tanti sostenitori (purtroppo) sul web non mancano gli “haters”. 

La scorsa estate sei stato a tuo malgrado protagonista di un””aggressione omofoba, immediatamente condivisa sui tuoi social. Ti va di parlarne?

Sono abituato a riprendere qualunque momento rilevante della mia vita, quello lo è stato, in senso negativo.

Erano i primi di luglio, a Rimini c””era la notte rosa ed avevo indossato per l””occasione una maglia del colore dell””evento, rosa. 

Ero andato ad una festa in spiaggia con i miei amici e per il rientro in albergo decisi di noleggiare un monopattino elettrico. 

Non era molto tardi, anche perché dovendo lavorare il giorno dopo, avrei dovuto svegliarmi presto. Mentre ero sul monopattino mi sono imbattuto in un gruppo di ragazzi, che deridendo il modo in cui ero vestito, ha deciso di aggredirmi.

Erano divisi in due blocchi. Alcuni di loro hanno iniziato ad offendermi e a sputarmi contro. Un altro mi ha lanciato la birra che aveva in mano addosso bagnandomi. Ho perso il controllo del monopattino finendo nella corsia dedicata alla circolazione delle auto.

E”” stato bruttissimo. Nella sfortuna, sono stato fortunato a non essermi fatto molto male.

L””aggressione subita è stata affrontata anche in alcuni programmi televisivi in cui sei stato ospite.

Come ti spieghi la violenza e l””omofobia nel 2022?

Nonostante le battaglie per il riconoscimento dei diritti civili per la comunità lgbtqia+ e le campagne di sensibilizzazione verso l””argomento, c””è purtroppo, ancora tanta ignoranza da parte di una parte della società.

Recentemente sono stato ospite di Pomeriggio 5, Zona Bianca e non per ultimo il Festival del Cinema di Roma, per la proiezione di un film lgbtqia+.

E”” doveroso parlarne, esporsi e sono fiero di farlo perché la condivisione può smuovere le coscienze e invitare alla riflessione!

VINCENZO DE MARINO

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