Sui farmaci tabelle informative come sugli alimenti: l’esperienza degli Stati Uniti

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Si chiama ‘Drug Facts Box’, ed è una sorta di tabella informativa che riepiloga, in una pagina, i dati sui benefici e sui rischi di un determinato farmaco, un po’ come avviene per le informazioni nutrizionali degli alimenti.

Il ‘Drug Facts Box’ è una modalità comunicativa sviluppata da Steven Woloshin, professore di Medicina al Dartmouth Institute for Health Policy and Clinical Practice (Lebanon, Usa) per migliorare l’accessibilità delle informazioni sui farmaci sia per i consumatori che per i medici stessi. L’argomento è stato al centro del seminario scientifico organizzato dall’ Agenzia italiana del farmaco (Aifa) svoltosi in modalità webinar questo pomeriggio. ‘Informazioni sui farmaci: come migliorare la comunicazione dei risultati degli studi clinici’, il titolo dell’appuntamento che ha visto intervenire, oltre a Woloshin, il direttore generale Aifa, Nicola Magrini, e Holger Schünemann, del Department of Health Research Methods, Evidence and Impact – Cochrane Canada and McMaster Grade Centre (Hamilton, Canada).

«Una serie di studi ha dimostrato che la maggior parte dei consumatori (4 su 5) comprende il Drug Facts Box e che questo migliora il proprio processo decisionale nei confronti del farmaco», ha spiegato Woloshin.

Negli Usa, infatti, è consentita la pubblicità anche dei farmaci soggetti a prescrizione medica ma «abbiamo bisogno di avere nelle pubblicità degli elementi che siano comparativi e credibili mentre di solito queste pubblicità non presentano dati sull’efficacia dei farmaci ma puntano a dati sulla popolarità più che sui benefici», ha evidenziato ancora Woloshin. Il professore ha sottolineato poi come «le aziende farmaceutiche abbiano speso 5,2 miliardi di dollari in pubblicità, una cifra che supera il budget dell’Fda per la valutazione di nuovi farmaci».

«Anche in merito alle linee guida- ha sottolineato il direttore dell’AIFA- sarebbe importante che fossero sempre più prodotte a livello europeo e snelle, in modo che anche i medici possano trovare facilmente le informazioni di cui hanno bisogno».

«Durante il Covid abbiamo comunicato messaggi di salute pubblica ma non abbiamo avuto in mente il pubblico», ha riflettuto Schünemann. Dunque la comunicazione sui farmaci da prescrizione dovrebbe essere un esempio della comunicazione della scienza pubblica in generale, fatta di chiarezza, completezza e immediatezza dell’informazione.

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