Sgarbi alla Meloni: “Serve un Ministero del Patrimonio per rilanciare l’Italia”

89 Visite

L’oro verde d’Italia?  La sua Bellezza e il suo Il suo inarrivabile patrimonio artistico. Non a caso, il nostro, è universalmente noto come il Paese più bello della Terra, “il Belpaese”. Ma questo anche per il suo patrimonio storico, artistico e culturale che non ha eguali sulla Terra: ben oltre il 50 % di quello mondiale.

Quanto basta a fare indiscutibilmente dell’Italia “il Paese della Bellezza” e a tradurre direttamente il tutto in una voce pesante del nostro Pil nazionale attraverso il turismo e non solo: a beneficiare del prestigio assoluto del nostro Paese, e concorrenti a costruirlo, tutte le nostre produzioni, tanto da fare del Made in Italy una garanzia sotto tutti i profili.

Però, a questo punto, resta irrisolto un mistero: con tutte queste premesse e aggiungendovi il clima, il calore mediterraneo della gente e un food senza rivali … come mai, però, l’Italia è solo il 5° Paese del mondo per numero di visitatori? La risposta più logica e immediata non può che essere una: il nostro patrimonio non è evidentemente sfruttato e valorizzato per tutto quello che ha ed è. In sintesi anche quello che sostiene tra le righe, nel bel paginone di venerdì sul CorSeraVittorio Sgarbi, ed ora purtroppo fuori dal Parlamento solo per essersi liberamente speso per concorrere alla vittoria nazionale del centro destra, accettando la mission impossible, e per un attimo persino sfiorata, di espugnare la roccaforte piddina di Bologna.

Un titolo inequivocabile il ”Farei il ministro del Patrimonio. La cultura del ‘900 è di destra”, ma  solo apparentemente autoreferenziale e imitando il suo stile, quello in testa all’articolo di cui parliamo: in  realtà un’intervista a tutto tondo, a firma di Aldo Cazzullo, che non solo è un’analisi puntuale di quanto sostenuto e uno scrigno di buoni consigli, ma è soprattutto un appello al Governo che verrà, se veramente si propone di mettere finalmente un po’ d’ ordine all’Italia, di non dimenticarsi in questo senso anche della Cultura e dell’Arte, elementi addirittura identitari del nostro Paese oltreché volani di economia. Semplice ed assolutamente di buon senso la ricetta proposta da Sgarbi per incrociare politica e cultura e mettere poi a reddito il nostro patrimonio creando un dicastero ad hoc «come in Francia». Ossia un Ministero «che si occupi dei beni: musei, chiese, quadri per farli diventare idee. Il patrimonio genetico della Nazione». Insomma quasi un ritorno (rielaborato) al passato, quello proposto dal noto critico ferrarese, e cioè a quando Spadolini volle un Ministero dei Beni Culturali, ma in cui dopo «ci hanno infilato di tutto: turismo, spettacolo, sport… ».  

Chiaro, di conseguenza, l’invito al nuovo Governo e a Giorgia Meloni a mettere ordine a questo vitale comparto ispirandosi eventualmente al modello di una “ripartizione spadoliniana” in tre dicasteri distinti, ciascuno autonomo e con competenze specifiche, ma virtualmente sinergici tra loro: ovvero «Primo: l’Istruzione. Secondo: Università, Ricerca e Cultura (mostre, musica, convegni…) Terzo il Patrimonio.».Un suggerimento, peraltro, che viene da una persona che in termini di cultura a 360°, e in tutti i campi, non è esagerato definire una delle persone più preparate al mondo o quantomeno, sempre secondo noi, forse il massimo conoscitore vivente dell’Arte e sotto qualsiasi latitudine. A parlare d’altronde per Sgarbi, quello che ha realizzato e fa, anche all’estero, per la diffusione della conoscenza della cultura e dell’arte italiane.  A noi è bastato solo vedere, seguendolo, quanto lui ha fatto per l’Italia, ma anche per «la Puglia, la Regione più bella del Mondo» come ha affermato in ben più di un’occasione e non solo nelle sue frequenti visite qui. Una dimostrazione per tutte, anche a scongiurare l’alea di un semplice fanatismo sgarbiano personale, quanto abbiamo ricavato direttamente dalla partecipazione come ospiti e inviati alla più grande vetrina mondiale di cui un Paese può farsi pregio: un’Esposizione Universale.

Quella del 2015 e che mancava dall’Italia da ben 106 anni, ma conquistata per Milano da Letizia Moratti, quando ne era il sindaco, proprio sfruttando la leva della posizione del nostro Paese di leader mondiale nel food e nelle produzioni di eccellenza.

Chi al suono di “Nutrire il corpo, nutrire la mente” (e con la generosa complicità di Oscar Farinetti) ha avuto l’idea geniale di cogliere l’occasione di un EXPO sulla nutrizione per ricordare agli oltre suoi 20 milioni di visitatori che si trovavano nel Paese della Bellezza e dell’Arte? Inutile quasi dirlo, a questo punto, ma un Vittorio Sgarbi particolarmente illuminato che ha fatto della città meneghina un’intera mostra diffusa, oltre a quella ufficiale, “Il Tesoro d’Italia”, ospitata da Eataly nei padiglioni in Fiera: oltre 250 opere in esposizione, a mo’ di Accademia di Brera e una decina a Regione, e alcune per la prima volta.  accessibili al pubblico. Un esempio perfetto, questo, ricordando le parole di Sgarbi, circa i “quadri che diventano idee” o mostre che diventano quasi un certificato del “patrimonio genetico di una Nazione”.

Ed è una sala, quella della Puglia, la più completa e meglio allestita, quella che ha fatto per prima gli onori di casa agli invitati e ai giornalisti venuti a Milano, da ogni parte del Mondo, il giorno dell’inaugurazione.

Una dimostrazione forse non solo casuale dell’attenzione particolare di Sgarbi verso la Puglia, ma anche la speranza tutta nostra e di campanile, che qualcosa si smuova in alto loco finalmente anche per Giovinazzo, borgo antico e salotto buono contiguo alla grande Città Metropolitana di Bari, già “Porta d’Oriente” e Capitale Mondiale della Pace come “ponte tra Oriente ed Occidente” nel nome di S. Nicola. Già, quella Pace su cui però mancano ancora concrete iniziative diplomatiche e della Chiesa per cercarla come, peraltro, fecero Giulio Andreotti e Papa Wojtyla (coadiuvato da mons. Vincenzo Paglia) e proprio da Bari nel 1990. Ma questo è un altro argomento, per adesso aspettiamo che parta il nuovo Governo e col piede giusto.

Enrico Tedeschi

(nella foto: Sgarbi. Presidente al Premio Nazionale delle Arti a Bari nel 2013 e, alla sua destra, il” S. Felice in Cattedra” di Lorenzo Lotto, una delle due opere di Giovinazzo per il padiglione Puglia, in mostra ad EXPO 2015 a Milano)

Promo