Il 10% dei pugliesi rinuncia a visite specialistiche o esami diagnostici: troppo lunghi i tempi di attesa

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 «Nel 2021, il 10,2% dei pugliesi ha rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici pur avendone bisogno, perché non poteva pagarli privatamente o a causa dei lunghi tempi di attesa, come giustamente sta denunciando la nostra categoria dei pensionati. Nello stesso anno il 4% dei medici pugliesi sul totale dell’organico si è licenziato. Tra fughe dagli ospedali per lo stress legato a turni massacranti e disorganizzazione del servizio, rinuncia alla prevenzione da parte delle persone, la sanità pugliese è a un punto di non ritorno».

Lo denuncia il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, a proposito dei servizi nel servizio sanitario pubblico e delle liste di attesa. «Il diritto alla salute è un diritto costituzionale – prosegue – questo ribadiremo nell’iniziativa che terremo assieme alla Funzione pubblica e per difenderlo serve un’alleanza tra operatori sanitari, associazioni professionali e di tutela della salute, cittadini. Non ci stiamo più a infiniti confronti che non portano a risultati concreti: lo diciamo chiaro a Emiliano e Palese , siamo pronti a mobilitare tutta la confederazione, assieme alle categorie che già unitariamente sono impegnate in campagne di rivendicazione, per una vertenza che va avanti da troppi anni».

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