Giorgio Mastrota: “Amo la mia famiglia, sempre più numerosa”. Nostra intervista al “re” delle televendite

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Nato a Milano da papà calabrese e mamma veneziana, Giorgio Mastrota intrapreso gli studi in Scienze politiche e comincia a muovere i primi passi in tv all’inizio degli anni ’90.

La sua è una gavetta lunga e faticosa, che si articola attraverso diverse emittenti e reti televisive, fino ad arrivare a Mediaset, dove conduce diversi programmi prevalentemente su Rete 4. 

Il successo arriva con le televendite, ruolo che gli regala fama, popolarità ed affetto da parte dei telespettatori, che ne hanno sempre apprezzato il carisma e il modo di fare affabile ed estremamente professionale.

Per decenni collabora con tantissimi brand leader nel campo senza mai avere rivali nel settore, finendo per diventare una vera e propria icona delle televendite.

Oltre alla figlia avuta con Natalia Estrada, Natalia Jr, Mastrota ha avuto altri figli. Federico della modella brasiliana Carolina Barbosa, Matilde e Leonardo da Floribeth Gutierrez che ha sposato dopo 11 anni di fidanzamento sabato 17 settembre 2022. 

Considerata la tua lunga esperienza nell’ambito, come (e se) si sono evolute le televendite con l’approdo dell’e-commerce rispetto ai tuoi esordi?

Una decina d’anni fa si pensava che il mercato televisivo dovesse scomparire velocemente, subendo un tracollo.. e invece così non è stato.

Nel mondo occidentale mediterraneo e negli USA, c’è una buona parte di pubblico che non si affida esclusivamente all’e-commerce, per fortuna (ride, ndr), ma insospettabilmente segue la tv generalista commerciale con gli spot e le tele promozioni.

Molte aziende infatti si rivolgono alla tv non solo per la “televendita” ma per fare lo spot.

Il passaggio sul web e l’e-commerce è garantito se hai una presenza televisiva, tant’è vero che lo stesso Amazon per esistere, almeno in Italia, deve ricorrere anche al “vecchio mezzo” che abbiamo tutti a casa che è la televisione.

Oggi la pubblicità è molto forte sui social da facebook, Instagam fino ad arrivare a Tik Tok.


Possiamo pensare dunque che la televendita nel 2050 possa totalmente sparire dalla TV?

Certo! E’ un fenomeno che ormai va scemando.

Qualche anno fa ogni televendita durava cinque minuti. Con il tempo si è passati a tre, poi due.. adesso durano un minuto e mezzo / uno in cui devi parlare molto velocemente.

Le stesse aziende che fanno telemarketing, fanno contestualmente branding facendo vedere il marchio, che può essere poi acquistato anche sul web.

A quel punto i costi televisivi coprono le vendite derivanti dal canale tv, e le due finalità si intrecciano.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un buon venditore, e quali consigli daresti a chi volesse intraprendere il tuo percorso professionale?

In passato ho fatto proprio delle convention sul tema.

Prima di tutto bisogna distinguere la vendita in generale, da quella del porta a porta, e televisiva.

Pensando ad esempio alla vendita in un negozio, ci si affida sempre più volentieri al commesso che ti espone la merce e ti aiuta, senza metterti in imbarazzo, facendoti capire che conosce quel determinato capo.

É fondamentale dunque conoscere e credere nel prodotto oggetto della vendita. In linea di principio dovrebbe essere questo il faro guida di tutti i venditori, anche se alle volte non è sempre possibile.

Il modo di fare telemarketing è qualcosa che ho fatto “mio” con il passare del tempo. 

Non è comune che qualcuno decida infatti di voler “fare televisione” con le tele promozioni, magari diventa un mezzo a chi piace il contesto televisivo, ma credo che se potessero scegliere, farebbero altro sempre in tv.

Ti faccio una domanda provocatoria. Se domani dovessero proporti una telepromozione di un prodotto cinese, palesemente scadente, la faresti ugualmente?

In passato mi è capitato, sarei sciocco a negarlo. Ho fatto delle cose in cui non mi identificavo. 

Per intenderci non tutti i prodotti valgono dieci.

Oggi sono molto più libero di scegliere, una libertà data dall’esperienza ultra trentennale di lavoro alle spalle.

L’importante è il rapporto qualità prezzo per non dare fregature.

Se un prodotto è non dico scadente, ma nemmeno eccezionale, il prezzo deve essere proporzionato a quel valore.

Ho lavorato tanti anni con Roberto Da Crema il “Baffo”, uno dei primi tele venditori da cui ho imparato tanto. La sua forza era proprio quella di vendere dei prodotti ad un prezzo giusto, proporzionati alla qualità offerta. 

La merce può variare, ma deve variare anche il prezzo.

Toglimi una curiosità. Quanti set di “pentole” e “materassi” hai in casa?

Fortunatamente uso i miei prodotti, proprio perché come ti raccontavo, ho creduto nella qualità di quelli che ho venduto.

In tutte le case in cui ho abitato, ho sempre avuto materassi Eminflex. E’ il materasso che mi ha dato da vivere per tutta la mia vita.. 

lo conosco molto bene, è un piacere dormirci e se potessi ci passerei molto più tempo sopra.

Nella tua carriera, oltre alle televendite hai fatto anche tv, radio, cinema, nel 1988 hai vinto il titolo “Uomo ideale” a il più bello d’Italia, e per un periodo sei stato tronista di Uomini e Donne. C’è qualcosa che Giorgio 59enne vorrebbe ancora fare?

Mi sono tolto parecchi sfizi nella vita, oggi faccio le cose che voglio fare e che mi gratificano.

Attualmente sto facendo “Celebrity Menù” un programma di cucina per Sky che conduco con Melissa Passera, due speciali che andranno in onda a Natale e Capodanno.

Non faccio i reality perché ho un lavoro e me lo tengo ben stretto.

Cerco di stare il più possibile con la mia famiglia, che è sempre più numerosa e ho bisogno di gratificarmi con la presenza dei miei figli, dei miei nipoti e di mia moglie.

A proposito di famiglia, che tipo di papà sei?

Quando entro a casa a Bormio è una gioia. Amo stare in famiglia con i miei figli più piccoli, e loro amano stare con me e mia moglie.

Anche con i due più grandi e i nipotini ho un ottimo rapporto. Cerco di dare tutto me stesso.

Vorrei che tutti vedessero il fatto di avere figli non più come un problema, che è vero essere un “problema” perché faticoso anche economicamente, però bisognerebbe mettere più in primo piano la felicità che comporta avere dei figli, che cerco di trasmettere sempre ai miei.

VINCENZO DE MARINO

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