Nursing Up: “sospensione di infermieri senza Pec Taranto va ripensata“

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«Infermieri sospesi dagli Ordini perchè non minuti di Pec. Con una carenza base di 80mila infermieri, possiamo permetterci di lasciare a casa tanti professionisti per poi andare ad assumere, paradossalmente, personale dal Venezuela come accade in Veneto con l’Ulss 3 Serenissima? Occorre pensare ad una modifica dell’attuale normativa». Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up, commenta così la sospensione di 190 infermieri da parte dell’Ordine delle professioni Infermieristiche (Opi) di Taranto per non essersi messi in regola con la Posta elettronica certificata (Pec), come previsto dal Decreto semplificazioni del 17 giugno 2020.

«Come sindacato» – spiega De Palma – «da sempre, siamo per il rispetto delle regole» ma «vorremmo invitare il nuovo Governo ad intervenire proponendo modifiche alle attuali disposizioni, per rendere meno drastica questa normativa. Non dimentichiamo che ci sono ancora centinaia di infermieri sospesi dal lavoro per questioni legate al Covid, che per ora non saranno reintegrati».

Per il presidente del Nursing Up va tenuto conto del bisogno di personale del sistema sanitario: «Se ogni Opi decidesse, per assurdo, di sospendere quasi 200 infermieri che non hanno una Pec, quale contraccolpo subirebbe la già claudicante sanità italiana?», domanda. Secondo De Palma, quindi, «sarebbe opportuno agire con un pizzico di elasticità in più, ad esempio attivando una campagna informativa di massa», perchè «se molti Opi offrono addirittura le Pec a titolo gratuito e alcuni infermieri ancora non si regolarizzano, forse questo accade per carente informazione», osserva. Il Nursing Up sollecita, dunque, «un atteggiamento sereno e collaborativo», concedendo ai professionisti «il giusto tempo per regolarizzarsi» e avviando «campagne ad hoc» per metterli «nella condizione di fare cio’ che e’ necessario, accompagnandoli in questo percorso di informatizzazione».

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