Coldiretti Puglia: urge convocare un tavolo tecnico per discutere della crisi del comparto uva da tavola

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 Coldiretti Puglia ha chiesto all’assessore regionale alle Politiche agricole della Puglia, Donato Pentassuglia, la convocazione di un “tavolo tecnico urgente” per salvare il comparto dell’uva da tavola segnato da siccità e speculazione. «Con la guerra in Ucraina e i rincari energetici che hanno spinto l’aumento dei costi di produzione fino al +51% con un impatto traumatico sulle aziende agricole, è deflazione nei campi con i prezzi dell’uva da tavola anche al di sotto dei 50 centesimi al chilogrammo, mentre al consumo salgono fino a 4 euro», denuncia l’associazione di categoria. «È urgente e vitale l’attivazione della ex misura 21, un intervento straordinario da cui il settore ortofrutticolo è stato escluso nel periodo Covid, per sostenere le aziende agricole in uno scenario preoccupante per il settore, con la siccità che ha arrecato un ulteriore danno, aggravato dalle grandinate e dagli eventi estremi» afferma Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, sottolineando l’importanza in questo contesto «dell’apertura del Governo alla proposta di Coldiretti sulla defiscalizzazione del costo del lavoro».

Gli sforzi dei produttori sono «vanificati dalle importazioni di uva da tavola che in Italia ammontano a circa 20 milioni di chilogrammi, mentre vanno aperti nuovi mercati esteri per creare sbocchi commerciali per l’ortofrutta della Puglia, dove si produce il 74% di uva da tavola a livello nazionale, oltre ad altri primati nel segmenti ortaggi e frutta», prosegue Coldiretti Puglia e suggerisce: «Per sostenere le esportazioni, la crescita e le nuove opportunità di lavoro occorre investire sulla competitività del Made in Italy a partire dall’apertura a nuovi mercati esteri e dal superamento delle grandi difficoltà create dall’embargo russo, attraverso l’avvio e la promozione di un progetto “Ortofrutta italiana” attraverso il quale vengano sponsorizzati i prodotti a marchio Italia sui mercati europei e non, così come sta facendo la Spagna e la Francia».

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