Porti, commissario: “domande investimento per Zes Ionica”

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«Sono già pervenute una serie di richieste e lo sportello unico digitale è operativo dal 19 scorso. Le richieste sono di varia natura: ci sono interventi in materia di logistica, cantieristica navale, digitalizzazione». Lo afferma Floriana Gallucci, commissario per la Zona economica speciale (Zes) Ionica che fa leva sul porto di Taranto, riassume gli investitori che si sono fatto avanti per l’area che offre una serie di facilitazioni.«A latere di questa attivita’ – ha proseguito – moltissimi investitori ci stanno chiamando per attività di supporto ed affiancamento perche’ lo sportello e’ una realtà».

Dopo le domande, ha detto il commissario della Zes che abbraccia due regioni, Puglia e Basilicata, «l’iter è un’autorizzazione semplificata. Stiamo attivando le competenze che ci attribuisce la legge, quindi pareri velocissimi, silenzio assenso nella misura in cui gli enti locali o gli enti preposti non porteranno avanti le iniziative, e il mio motto è fattore tempo». Sulle domande degli investitori, «le istruttorie – ha spiegato il commissario Gallucci – «sono fatte dalla struttura di supporto. Le attività sono in corso. L’ambizione è cambiare paradigma di sviluppo per il Sud, non più fanalino di coda del Nord, in perenne contrasto col Nord, ma baricentro di competitivita’ e cooperazione». «In termini di investimenti per la Zes Ionica sono parecchi milioni do euro, a noi adesso interessa valutare il piano industriale, l’investimento, quindi, ma con un grandissimo indice rispetto al valore occupazionale».

Quanto alla riperimetrazione della Zes, cioe’ sul ridisegno dei suoi confini territoriali, Gallucci ha detto che “il tema dell’aggiornamento della perimetrazione e’ un tema caldo per tutti i commissari delle Zes, stiamo aspettando il Dpcm attuativo, ma e’ un procedimento che sara’ fatto sicuramente ascoltando i territori e le Regioni”. La Zes Ionica si estende per complessivi 2.579,41 ettari di cui 1.518,41 in Puglia e il resto in Basilicata. Sergio Prete, presidente dell’Autorità portuale del Mar Ionio, porto di Taranto, a margine di Port Days, ha confermato che sulla Zes Ionica non ci sono solo manifestazioni di interesse «ma gia’ proprio domande. La Zes riscuotendo successo ed e’ uno strumento utile per incrementare la presenza imprenditoriale che abbia come riferimento il porto di Taranto».

Per l’Eco Industrial Park, «stiamo aspettando l’ultimo documento per chiudere la procedura interna. E’ un investimento importante che intercetta anche il finanziamento del Pnrr e con capitali privati prevede anche la realizzazione di una piattaforma logistica-imprenditoriale green innovativa». L’Eco Industrial Park, previsto nell’area (75 ettari) ex Distripark, è un progetto da 212,462 milioni di euro, di cui 184,750 milioni per la costruzione e 14,780 milioni per la progettazione. Sara’ un project financing, cioe’ risorse dell’Authority e degli investitori.

Nel dettaglio, l’hub logistico operera’ per il 45 per cento nella lavorazione e trasformazione dei prodotti agroalimentari, per il 30 nella logistica del freddo e per il restante 25 nei servizi di logistica collegati al porto. L’area della logistica avrà capannoni prefabbricati modulari e piazzali. Previsti 110 magazzini per un’estensione di 137.500 metri quadrati. Ci sono 50 milioni di euro del Pnrr per realizzare l’infrastrutturazione primaria e l’accessibilita’ stradale e ferroviaria. Infine, tutta l’infrastruttura genererà, fornirà e consumera’ energia autoprodotta da fonti rinnovabili.

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