Incidenti sul lavoro: cadute piastre in ex Ilva Taranto, operaio ferito

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«Intorno alle 8.15 di oggi, nello stabilimento siderurgico, in Agglomerato, mentre lavoratori di una ditta dell’appalto stavano svolgendo operazioni di lavaggio del filtro Meep D 81, dall’alto (circa sei metri), sono cadute parti di piastre pesanti e taglienti. Un dipendente ha riportato una ferita sul collo suturata con otto punti». Lo rende noto il coordinamento provinciale dell’Usb di Taranto, in una nota.

«Nessuna conseguenza per l’altro lavoratore, raggiunto dai frammenti sul casco», precisa il sindacato. «La sicurezza all’interno della fabbrica, e soprattutto per le ditte dell’appalto, continua ad essere di assoluta attualità. Il problema è ancora più serio perché le aziende, al collasso per gravi ritardi nei pagamenti, acquisiscono commesse al ribasso, e rischiano di riversare il tutto sui lavoratori», sottolinea.

«Usb ribadisce che l’impianto di agglomerazione continua ad andare verso l’implosione dal punto di vista strutturale ed ambientale. Usb depositerà l’ ennesima denuncia allo Spesal chiedendo un intervento mirato a valutare le condizioni alla luce degli ultimissimi fatti», fa sapere il coordinamento provinciale di Taranto.

«L’Agglomerato, nonostante l’installazione dei filtri Meros, l’impianto risulta deficitario rispetto al trattenimento delle polveri fini diffuse e non convogliate, facilmente visibili anche a occhio nudo. Parliamo di polveri massive e non controllate. Questo determina una grave esposizione agli agenti cancerogeni, da parte dei lavoratori che operano in quel reparto», sostiene il sindacato nella nota.

«A quanto pare , questa mattina in Afo 1 è stato chiamato improvvisamente dall’azienda, per una consulenza, l’ingegnere De Felice, a dimostrazione del fatto che in quell’area in particolare vi è una situazione molto delicata e precaria. Per questo motivo le parole di Franco Bernabè prima al Mise e poi in audizione nelle commissioni regionali, ci preoccupano, soprattutto quando il presidente di Acciaierie d’Italia fa riferimento a un lasso di tempo lungo 10 anni», si legge ancora nella nota.

«Non è pensabile aspettare ancora per risolvere tutta una serie di questioni assolutamente urgenti. Dunque, cambiano le gestioni sugli impianti e soprattutto in Agglomerato, ma la situazione continua ad essere critica perché si ripropone sempre lo stesso modello», conclude il coordinamento provinciale dell’Usb di Taranto.

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