Cis Taranto, Melucci incontra la ministra Carfagna: «priorità bonifiche»

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Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, rieletto nell’incarico nei giorni scorsi, ha incontrato oggi a Roma il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. 

L’incontro – secondo quanto reso noto – rientra nell’agenda dei contatti istituzionali ripresi dopo il commissariamento del Comune (da fine novembre e sino a pochi giorni fa) e le elezioni del 12 giugno. Il ministro Carfagna è anche responsabile del Contratto istituzionale di sviluppo dell’area di Taranto che, mobilitando più di un miliardo, ha attivato e attiverà investimenti nelle bonifiche, nella portualità e nelle infrastrutture.

«Importante il lavoro del ministro Carfagna ma ora riteniamo importante una riflessione in seno al Cis Taranto sul tema delle bonifiche» ha dichiarato Melucci dopo il confronto. Presenti anche gli esponenti dell’Agenzia di coesione territoriale. «Il Comune di Taranto – ha sostenuto il sindaco – sta partecipando a diversi bandi che impattano sulla rigenerazione urbana dei quartieri. Ho ringraziato il ministro per aver accompagnato sin qui con efficacia l’agenda del Cis Taranto, concordando con lei argomenti e modalità da tenere fermi per le prossime settimane, nel contempo invitandola presto nel capoluogo per un sopralluogo alle aree e presso le iniziative che ricadono nel piano per la transizione giusta».

Appena qualche giorno fa il ministro Carfagna ha firmato l’atto che avvierà la reindustrializzazione dell’ex yard Belleli, a Taranto, col nuovo stabilimento del gruppo Ferretti per la costruzione degli scafi degli yacht. Si prevedono 200 posti di lavoro ed un parziale avvio delle attività dei nuovi cantieri navali entro 19 mesi e la piena operativita’ in 28 mesi. Si tratta di un investimento complessivo di 204,8 milioni di euro, dei quali 137,6 di finanziamento pubblico e 67,2 ad opera del gruppo Ferretti.

Il sindaco Melucci ha effettuato anche altre visite istituzionali in Senato e alla Camera «per riprendere la relazione con i parlamentari e le commissioni che in questi mesi si sono spesi per i dossier riferibili a Taranto, a cominciare dalle bonifiche e la riconversione dello stabilimento siderurgico».

Il tema delle bonifiche posto oggi dal sindaco Melucci al ministro Carfagna «non riguarda l’ex Ilva ma 7ma serie di aree della città a ridosso del polo siderurgico. Si tratta del rione Tamburi di Taranto, del cimitero San Brunone, del Mar Piccolo e di altre aree. Queste bonifiche sono affidate ad un commissario di Governo, individuato nella figura del prefetto di Taranto, Demetrio Martino, che nelle scorse settimane un Dpcm ha riconfermato nell’incarico sino all’1 ottobre 2023 a partire dal 30 marzo scorso. Un anno e mezzo che serve a coprire il percorso dei tre anni previsti dal decreto legge che ha modificato la norma precedente del 2012, istitutiva della figura commissariale. La contabilità speciale gestita dal commissario è pari a 214 milioni, di cui 79 milioni riferibili ad attivita’ condotte da altre amministrazioni».

«Ho proposto una rimodulazione di risorse, che è l’unico spazio finanziario disponibile, per 70 milioni – ha dichiarato il prefetto Martino –. E’ questa la parte riprogrammabile. Sono i soldi previsti per la bonifica dei sedimenti e 20 milioni e 800mila euro per la piattaforma relativa ad un sistema integrato di qualificazione ambientale». «Ho chiesto la riprogrammazione, già col precedente mandato di commissario, al tavolo del Cis Taranto nella riunione del 13 luglio 2021 – ha sostenuto il prefetto Martino -. Ho fatto una relazione al ministro Carfagna e sulla riprogrammazione si sono espressi favorevolmente sia il ministero della Transizione ecologica che il Comune di Taranto. E tutto il tavolo ha condiviso la decisione di avviare l’istruttoria per poi giungere ad una definizione nel tavolo successivo».

La riprogrammazione riguarderà due misure specifiche delle bonifiche: messa in sicurezza di un sito a Statte, a ridosso del capoluogo, con l’asportazione di buona parte dei rifiuti pericolosi, e intervento sul Mar Piccolo per ridare uno spazio produttivo alla mitilicoltura.

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