Taranto: chiusa l’inchiesta sul petrolio, 3 indagati per falsità ideologica

117 Visite

Chiuse le indagini coordinate dalla procura di Taranto dopo il sequestro nel porto della città di un ingente quantitativo di prodotto petrolifero. 

Tre persone sono indagate per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e per sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici.L’inchiesta è partita ad agosto 2021, nell’ambito della cooperazione europea per il contrasto della criminalità (Empact) e a seguito di analisi di rischio, quando funzionari del Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane e militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Taranto hanno intercettato un carico di 20 containers con oltre 450mila litri di prodotto petrolifero inizialmente dichiarato olio lubrificante proveniente dalla Lettonia.

«I controlli eseguiti sul carico hanno permesso di individuare gravi carenze nella documentazione che doveva accompagnare il prodotto per consentirne la regolare circolazione sia tra Stati membri che all’interno del territorio nazionale, consentendone il sequestro», ricordano i finanzieri in una nota. Sono stati quindi eseguiti successivi approfondimenti ed indagini delegate dalla Procura della Repubblica del capoluogo jonico.

«Il prelievo di campioni del prodotto e l’acquisizione del referto su controlli chimico fisici all’avanguardia effettuati presso il Laboratorio Chimico Adm di Milano, hanno stabilito che il prodotto petrolifero era costituito da miscele di idrocarburi fabbricate per essere impiegate come sostitutivi del gasolio per autotrazione, sebbene la loro classifica fiscale, desumibile dall’analisi chimico-fisica, fosse quella di un olio lubrificante», spiegano.

«Tali prodotti petroliferi, convenzionalmente denominati designer fuels (e quasi sempre prodotti nell’Est Europa) sono miscele appositamente realizzate per essere classificate sotto il profilo merceologico come oli lubrificanti, preparazioni lubrificanti o solventi/diluenti, che vengono escluse dalla applicazione della tassazione ai fini accise e, conseguentemente, dagli stretti obblighi di tracciabilità e monitoraggio previsti dalla disciplina dell’Unione Europea in materia di circolazione dei prodotti energetici», proseguono i finanzieri.

«In realtà hanno caratteristiche identiche a quelle del gasolio e sono, quindi, utilizzabili nella carburazione e combustione», sottolineano. Le indagini della Guardia di Finanza hanno permesso di ricostruire il percorso del prodotto petrolifero sequestrato, partito dalla Lettonia, inizialmente con destinazione Spagna e poi dirottato, per il tramite di una motonave proveniente da Malta, verso il porto di Taranto. Per 10 dei 20 containers, per i quali era stata impedita la possibilità di uscita dal porto di Taranto per la documentazione ritenuta illegittima, sono stati individuati tre presunti responsabili, ai quali cui è stato notificato il provvedimento di avviso di conclusione delle indagini.

Promo