La Francia a Macron

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Se ti candidi alle elezioni presidenziali e NON  ti vota la maggioranza degli elettori che succede? Che divieni Presidente perché non conta che sia votato dalla maggioranza dei cittadini ma che sia il più votato tra tutti i candidati. Se poi il presidente costituzionalmente assomma in se i poteri di Luigi quattordicesimo divieni legalmente un dittatore. Una sola parola che trasforma uno strumento di democrazia in una legittimazione della dittatura della minoranza.

Allo stesso modo se come accade in Italia non dici che un presidente non è rieleggibile, dici (sempre implicitamente) che è rinnovabile per sempre e quindi trasformi una Repubblica Parlamentare in una Monarchia elettiva.

Se poi il tuo avversario è sempre la stessa candidata, seconda di sempre, è come avere un duo imbattibile nel quale forse non sono d’accordo in questo gioco delle parti, ma certamente la seconda legittima il primo che potrà sempre dire di essere stato sfidato da qualcuno. Un po’ come la opposizione della Meloni consente a Draghi di dire, fatti alla mano, che in Italia esiste una opposizione agguerrita.

Laddove fosse necessario questa elezione di Macron conferma che la democrazia è un sistema molto imperfetto ma è di quello che disponiamo.

Ma come mai la maggioranza degli elettori non è convinto di costui? Dopo anni di governo come ha fatto il Macron a non compiacere a nessuno? E come mai anche la sua antagonista non riesce a individuare l’alternativa ideale e concreta al suo antagonista?

Il Macron non è portatore degli interessi e delle idealità del popolo francese e ritiene di saper lui meglio degli elettori cosa è meglio per loro; però a tutt’ora non è riuscito a dimostrarlo né a convincere nessuno. Inoltre la Francia non è un blocco monolitico: essa è suddivisa in zone fortemente differenti tra loro: le città, Parigi in testa, ragionano in una maniera e hanno interessi che non solo non collimano con quelli della campagna ma li penalizzano producendo inurbamento malato e autoalimentantesi: una specie di metastasi incurabile. Le parti della società e della economia non solo rimangono divise dalle tradizionali destra e sinistra ma anche tra ambientalisti e efficientisti con altri gravi problemi relativi alla invadenza delle tecnologie nella vita quotidiana.

Nessuno dei politici ha neanche lontanamente affrontato queste questioni e lo stesso sovranismo è una risposta troppo timida se raffrontata alle sfide che pandemia e guerra hanno posto drammaticamente al centro delle emergenze urgenti.

Ed è così in ogni dove.

CANIO TRIONE

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