Guerra Russia-Ucraina. Filipponio (Partito Meridionalista): «Riaffermo le lacune della diplomazia euro-atlantica»

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Il 16 Febbraio scorso, ben prima dell’invasione russa su suolo ucraino, molte testate giornalistiche indipendenti, pubblicarono il mio articolo, dal titolo: “Crisi Ucraina-Russia: una crisi iniziata nel 2014. Grande assente l’ONU”. Il 6 Aprile scorso, a marcare la mia tesi, le parole di Papa Francesco: «Nell’attuale guerra in Ucraina, assistiamo all’impotenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite». Mentre, stendo un velo pietoso sulla pseudo-diplomazia europea, che tra velleità, timori ed incertezze «naviga a vista» senza comandante e timoniere.

Oggi, ritorno sull’argomento, ad oltre 60 giorni dall’inizio dell’“operazione militare speciale” condotta dal presidente della Federazione Russa, Putin. “Operazione speciale”, che tanto mi ricordano i libri scolastici, che raccontano di come il Mezzogiorno d’Italia (Sud o Meridione) era pieno di analfabeti e briganti (delinquenti), e per questo bisognava invaderlo senza dichiarare guerra, per portare ordine, progresso civile ed industriale. Nel 2016, leggendo tantissime pubblicazioni, scopro che il Regno delle Due Sicilie (ex-Regno di Napoli + ex-Regno di Sicilia;  già Magna Grecia), ha regnato tra il 1130 ed il 1861 e, che prima dell’Unità d’Italia (1861) era la Terza Potenza Mondiale industriale e militare, realizzando 99 Primati Mondiali, Europei ed Italiani (primati documentati negli Archivi di Stato di Napoli – Sezione Archivio Borbonico). Un Regno «pacifico», invidiato dall’Inghilterra (Corona inglese, Massoneria e Finanza) e Francia (Corona francese e Massoneria) dell’epoca, sotto tutti gli aspetti: politici, militari ed economici (ad esempio: l’egemonia dei traffici commerciali con gli Stati del Mar Mediterraneo e l’Oriente, etc.). L’invasione delle truppe sabaudo-piemontesi e mercenarie durò due anni e dieci anni di resistenza e coraggio «patriottico» del popolo duo-siciliano. Nonostante le repressioni della Legge Pica (n°1409, del 1863); le indagini ed esperimenti sui cadaveri dei briganti (soldati e contadini meridionali) sulla “teoria del criminale per nascita”, condotti dall’antropologo e criminologo Cesare Lombroso; le migliaia di fucilazioni, massacri, stupri, deportazioni, saccheggi, editti, etc. che subirono soldati, donne, bambini e anziani. 

Mentre scrivo, sono in corso nel mondo, circa 30 conflitti a «bassa intensità» e aree geopolitiche ad altissime tensioni etniche ed identitarie e, rischio bellico, come: Transnistria, Corridoio di Suwalki, Mar Cinese Meridionale (TaiwanFilippineCinaUSA), Medio Oriente (SiriaAfghanistan) e Balcani (SerbiaMontenegro).

Le guerre, tutte le guerre, fanno schifo e sono da condannare. 

La spirale degli eventi negativi e nefasti (forniture di armi, munizioni ed equipaggiamenti; attività di spionaggio e controspionaggio; cyber-guerra; sanzioni finanziarie e commerciali; presenza di mercenari; pulizie etniche; nuovi obiettivi geopolitici, etc.), che avvolgono questo «strano conflitto» sarà logorante ed indolore. Tecnicamente, per analisti geopolitici ed esperti militari, la fornitura di armi all’Ucraina prolungherà la durata del conflitto. Inevitabile. E durerà ben oltre la data del 9 Maggio imposta da Putin.

E concludo, il 1 Novembre 2016 scrivevo: «Fuori l’Italia dalla N.A.T.O., che insieme alla B.C.E. sono i veri problemi per i cittadini europei, l’Europa dei popoli. La soluzione sono gli Stati Uniti d’Europa (come organo politico-amministrativo confederale, con una propria economia, difesa, etc.) altrimenti l’Europa continentale continuerà ad essere colonia degli U.S.A.; dipendente dei Mercati Finanziari e delle fonti energetiche russe e – dulcis in fundo – terra di conflitti armati».

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