Associazione ‘Amici della Russia’: le perplessità USA sugli spiragli di pace di Istambul

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 In merito alle perplessità statunitensi, circa gli spiragli di Pace apertisi oggi a Istanbul, per mancanza di fiducia nella delegazione Russa, il Presidente dell’Associazione degli Italiani Amici della Russia,

Lorenzo Valloreja, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il “Divo Giulio” spesso soleva dire che: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” e dopo le dichiarazioni a dir poco lusinghiere di Biden, in quel di Varsavia, nei confronti del proprio omologo russo, è del tutto evidente che credere nella malafede degli Stati Uniti – riguardo la volontà di sfruttare uesto conflitto per testare prima e fiaccare, poi, le forze dell’Armata Rossa – è molto più di un semplice peccatuccio veniale, è una certezza.

D’altronde, se così non fosse, non si capisce perché, poche ore fa, dopo uno spiraglio di pace apertosi ad Istanbul, Biden ha tenuto al telefono per più di un’ora gli alleati Ue e Blinken avvertendoli che: “Non ci sono segnali che i russi facciano sul serio”. Eppure, sotto la mediazione odierna di Erdogan, l’Ucraina sembra aver accettato la propria neutralità futura e il fatto di non poter più ospitare basi militari straniere, mentre il Cremlino, dal proprio canto, si è detta favorevole a fermare le attività militari sulle città di Kiev e Chernikiv.

Ora, se gli Stati Uniti sono increduli, i mercati, al contrario, non lo sono e sembrano credere in questo percorso tant’è che le Borse, al sopraggiungere della notizia, sono subito volate su ed il prezzo del petrolio è andato giù. In altri termini, stante così le cose, è del tutto evidente che se da un lato la Federazione Russa è colpevole per l’aggressione non dichiarata ad uno Stato Sovrano, è altrettanto chiaro che Washington in tutti questi anni abbia fatto di tutto per creare le condizioni affinché ciò si verificasse.

Esattamente un anno fa, infatti, mi ritrovai nelle condizioni di dover solidarizzare con il Presidente Putin per le grave offese ricevute da Biden, il quale, in un periodo di pace come era all’epoca, lo definì “un Killer”.

Nello specifico dissi: “L’ultima volta che ho letto dichiarazioni simili esse furono rilasciate nel 1942 ed erano state pronunciate da Winston Churchill nei confronti del Fuhrer … Appunto, stiamo parlando di frasi rilasciate durante un conflitto mondiale e che conflitto … e non in un periodo di pace come ora, a meno che, l’inquilino della Casa Bianca, non stia meditando di scaraventare l’intera umanità nel baratro della distruzione totale. Biden e tutto il suo entourage hanno sempre accusato il Presidente Trump di essere avulso rispetto al ruolo che ricopriva, ma oggi scopriamo che nulla è cambiato. Biden, in definitiva … si sta dimostrando non solo rozzo, ma anche guerrafondaio, impulsivo ed inappropriato. A nostro modo di vedere è giunto il momento per il quale l’Italia, in primis, ed a seguire tutti gli altri Paesi europei, si distanzi dalle posizione statunitensi per denunciare la condotta americana. Il nostro Paese, così come il resto della comunità internazionale, non può essere tirato per la giacca in una querelle che non le appartiene”.

Dunque che cosa è cambiato se non il fatto che siamo venuti a conoscenza del ruolo del figlio di Biden, Hunter, nel finanziamento di laboratori di armi batteriologiche in Ucraina? E con una simile premessa perché il nostro Governo continua ad essere più realista del Re? E’ di questi giorni infatti la notizia che, mentre noi abbiamo sequestrato i beni degli oligarchi presenti in Italia, inviato le armi, studiato nuove sanzioni e nuovi fonti di approvvigionamento energetico, le imprese francesi si sono rifiutate di abbandonare la Russia, alla faccia delle politiche comuni e dei sacrifici condivisi.

Nessuno crede veramente nell’UE eccetto la nostra classe dirigente e ci crede talmente tanto al punto da essere disposta a sacrificare tutto il comparto economico nazionale. Non paghi di tanta cecità ed autolesionismo, è sempre di questi giorni l’ultima campagna italiana di “caccia alle streghe russe”: ora è la volta di prendersela con gli aiuti che la Federazione Russa ci inviò durante la prima fase della Pandemia.

Nei tanti talkshow si parla di spionaggio, di camionate di militari russi che per mera propaganda hanno circolato nei pressi di Bergamo, ma nessuno ricorda che in quei giorni non avevamo non solo i respiratori, ma neanche una singola mascherina e, se non fosse stato per i russi, a Bergamo, non sarebbe mai stato completato l’ospedale da campo, mi vergogno francamente per tanta pochezza, ma soprattutto mi chiedo come possa, un Governo che voglia porsi come mediatore ed operatore di pace, avallare simili congetture e peggio ancora, giustificare articoli giornalistici che ipotizzano l’eliminazione fisica di Putin”.

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