Ex Ilva, Genitori Taranto: “Far cessare linea morte nostri bambini”

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 “A Taranto, terra di sacrificio, dedichiamo questo video di cinque minuti, nella speranza che cessi finalmente e per sempre la linea di morte di cittadini, in buona parte bambini, tracciata dai governi degli ultimi decenni per favorire la produzione”. Lo dice l’associazione Genitori tarantini, in una nota diffusa oggi, a corredo di un filmato in cui si dà voce alla lotta di alcune mamme che chiedono la chiusura dell’ex Ilva della città ionica. 

“Il pesante rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite di due settimane fa ci porta a conoscenza di zone di sacrificio definite come macchia sulla coscienza collettiva dell’umanità. E Taranto è stata definita terra di sacrificio”, scrive l’associazione. “In alcuni punti di questo rapporto, le parole del relatore appaiono quasi rabbiose, per esempio, quando dichiara che gli abitanti di queste zone di sacrificio” sono trattati come usa e getta”, prosegue.

“Queste zone di sacrificio, si legge nella relazione Onu, sono spesso create dalla collusione di Governi e imprese. Non dovrebbe cogliere di sorpresa il fatto che il relatore di questo documento classifichi, tra queste zone, Taranto, in Italia, a causa dell’acciaieria, che da decenni compromette la salute delle persone e viola i diritti umani scaricando enormi volumi di inquinamento atmosferico tossico“, va avanti.

“In una repubblica democratica, quello che ancora succede a Taranto è inconcepibile, inammissibile, insopportabile per i nostri figli, per i cittadini di Taranto e per Taranto, terra di sublime bellezza“, conclude l’associazione Genitori tarantini.

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