Ex Ilva: in arrivo cig straordinaria 12 mesi per 3.500 addetti

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Acciaierie d’Italia (ex Ilva) si accinge a far partire una richiesta di cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per tutto il gruppo per circa 3.500 addetti complessivi. La richiesta dovrebbe essere avanzata il 28 febbraio, quasi un mese prima della scadenza dell’attuale cassa in corso che e’ di tipo ordinario. Lo apprende AGI da fonti sindacali. Rispetto alla cassa ordinaria e Covid sin qui utilizzata dall’azienda siderurgica, la nuova richiesta differisce sia per la durata (12 mesi anziche’ le 13 settimane dell’ordinaria), che per l’articolazione (tutto il gruppo e non solo i singoli siti industriali). Novità anche sui passaggi successivi alla richiesta di cig. Se sinora la cassa ordinaria e’ stata gestita a livello di singole unità produttive e l’azienda vi ha fatto ricorso anche senza l’accordo con i sindacati metalmeccanici, per quella straordinaria – dichiarano le fonti sindacali – ci dovra’ essere un passaggio con i ministeri e si dovra’ arrivare a un accordo con i sindacati.

La cassa straordinaria verrebbe legata alla ristrutturazione dell’azienda e al nuovo piano industriale di Acciaierie d’Italia proiettato temporalmente sino al 2025, quando è previsto che il gruppo, a regime, abbia una produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio garantendo il lavoro a tutti gli addetti. Ci sara’ anche un cambio di schema produttivo col ricorso al forno elettrico. La cassa straordinaria dovrebbe avere il maggior impatto in termini di lavoratori coinvolti su Taranto rispetto a Genova, Novi Ligure a Racconigi.

A Taranto la cassa è cominciata già a luglio 2019 con la gestione ArcelorMittal che era subentrata da pochi mesi (novembre 2018) a Ilva in amministrazione straordinaria. Si è partiti con una richiesta di 1.200 addetti come numero massimo, poi nel periodo del Covid (2020) si è arrivati anche a 4.000 su un organico di Taranto di 8.200 addetti, mentre negli ultimi tempi la richiesta massima è stata fatta per 3.500 tra quadri, impiegati e operai. Infine, ai primi di marzo è previsto il riavvio dell’altoforno 4 – uno dei tre operativi a Taranto – fermato negli ultimi mesi per importanti lavori di manutenzione.

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