Marina Militare: 60 milioni per il potenziamento dell’Arsenale di Taranto

146 Visite

“Abbiamo avuto un ulteriore finanziamento del piano Brin, una grossa seconda tranche, parliamo di 60 milioni di euro, che andrà in parte in infrastrutture e in parte in impianti”.

Lo ha detto oggi a Taranto, a margine della cerimonia di insediamento, il nuovo direttore dell’Arsenale della Marina Militare, ammiraglio ispettore Pasquale de Candia, che ha preso l’incarico dal contrammiraglio Luigi Schinelli. Il piano Brin ha l’obiettivo del rilancio del sito.

L’Arsenale è il principale stabilimento industriale del ministero della Difesa addetto alla manutenzione e riparazione delle navi della Marina Militare. Ma è anche il più antico: fu inaugurato alla presenza di Re Umberto I il 21 agosto 1889. Attualmente vi lavorano attualmente mille civili e 150 militari. Tra i più importanti interventi effettuati, con la regia di Fincantieri e di imprese consorziate, la ristrutturazione del ponte di volo della portaerei Cavour per accogliere i nuovi aerei F35-B con una spesa di circa 70 milioni.

“Il riammodernamento già fatto del bacino navale Ferrari, quello in corso del bacino Brin, tutte le officine già soggette a lavori e che lo saranno nei prossimi anni”, ha evidenziato dal comandante logistico della Marina Militare, ammiraglio ispettore capo Giuseppe Abbamonte: “Il numero delle navi lavorate, a dispetto della pandemia, è elevatissimo”.

All’orizzonte per l’Arsenale di Taranto ci sono anche 315 assunzioni per affrontare il problema del mancato turn over. “La pandemia rischiava di far sedere le attività, abbiamo dato maggiore impulso a tutto, anche perché in Arsenale ci sono dipendenti che rasentano 56-60 anni” ha osservato Schinelli.

Promo