Ex Ilva: Usb Taranto, non perdere tempo su bonifiche, pronti a mobilitazione

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“Semplicemente vergognoso tornare ancora a parlare dei 575 milioni di euro. Usb Taranto è pronta a mobilitarsi nuovamente e a organizzare una manifestazione per ribadire a gran voce che non va perso altro tempo per avviare le bonifiche e che, in questo modo, va riqualificato il territorio compromesso dall’inquinamento, per permettere una concreta riconversione economica”. Così il coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto, Franco Rizzo, in una nota diffusa oggi sui fondi pari a 575 milioni di euro per le bonifiche nelle aree esterne all’ex Ilva della città ionica.“Inaccettabili le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore alla stampa dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani che, a proposito delle risorse ridestinate alle bonifiche nel Milleproroghe, dice che la priorità è la decarbonizzazione. Nelle stesse ore il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, sostiene che procedere verso la decarbonizzazione senza i 575 milioni non sarà semplice, e lascia intendere che tra le due cose andrebbe fatta una scelta”, prosegue Rizzo. 

“E’ assolutamente necessario che si smetta di prendere decisioni a Roma, per poi imporle a cittadini e lavoratori senza alcun rispetto. Ci domandiamo come mai per decarbonizzare non si attinge ai fondi comunitari. Non sarà mica perché per ottenere quei finanziamenti, è necessario presentare un progetto serio e credibile, che evidentemente non esiste?”, chiede il sindacalista.“Invece di arrovellarsi sulle risorse destinate alle bonifiche, Draghi, Cingolani e Bernabè dovrebbero fare quello che sono chiamati a fare. Dovrebbero, per esempio, preoccuparsi di una fabbrica che viene gestita senza alcun intervento di manutenzione, con lavoratori in cassa integrazione e con l’appalto in grande affanno per fatture arretrate ancora non pagate”, va avanti Rizzo.

“Ancora non conosciamo il contratto siglato tra ArcelorMittal ed il Governo, nel quale ci dovrebbe essere anche qualche indicazione sul futuro dei 1.500 lavoratori ex Ilva in As. Si lavori seriamente, ristabilendo innanzitutto la trasparenza e approfondendo come mai, in un momento in cui il mercato dell’acciaio è in crescita, lo stabilimento jonico è in perdita“, conclude Rizzo.

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