Lavoro: vertenza Gkn, tappa a Taranto di ‘Insorgiamo tour’

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Oggi ha fatto tappa a Taranto, con un sit-in piazza della Vittoria, l’iniziativa itinerante ‘Insorgiamo tour’ degli operai ex Gkn (adesso Qf spa) di Campi Bisenzio (Firenze), che proseguono la mobilitazione anche dopo l’acquisizione integrale delle quote societarie da parte dell’imprenditore Francesco Borgomeo (prima advisor della vecchia proprieta’) e dopo il ritiro della procedura di licenziamento collettivo per 422 dipendenti.

Il ciclo di incontri ed eventi è organizzato dal Collettivo di Fabbrica ex Gkn e dal gruppo di supporto ‘Insorgiamo’ in vista della manifestazione nazionale a Firenze del 26 marzo prossimo. Dopo le tappe di Jesi e Bologna della settimana scorsa, il presidio è arrivato a Lecce, Bari e, questa mattina, a Taranto. L’obiettivo, è detto in una nota dei promotori, è quello di “creare rete con le altre lotte operaie e vertenze in atto, come quella di Cemitaly e, in particolare, della Tessitura Mottola che riguarda 115 lavoratori, dal 2004 alle dipendenze di un’impresa che ha deciso, secondo le logiche opportunistiche della delocalizzazione, di chiudere lo stabilimento pugliese, mettendo in liquidazione l’azienda subito dopo il primo decreto pandemico e dopo aver messo in cassa Covid tutti i dipendenti, in questo momento in presidio permanente di fronte alla fabbrica“.

Nico Caragno dello Slai Cobas ha detto che i lavoratori ex Tessitura Mottola stanno “subendo la scelta dell’azienda di delocalizzare. Al momento siamo in cassa integrazione straordinaria fino alla fine dell’anno, dopodiché ci sara’ l’indennità Naspi per tutti quanti. Oltre a sostenere la legge sulle delocalizzazioni, miriamo ad avere una bozza di accordo simile a quello ottenuto dal Collettivo di Fabbrica ex Gkn, a cominciare dal mantenimento del posto di lavoro per tutti gli operai della Tessitura”. Per Matteo Moretti, delegato Rsu ex Gkn “l’eco della nostra vertenza è arrivato fino a quaggiù e crediamo, e speriamo, che possa essere utile ai lavoratori e alle lavoratrici che abbiamo incrociato come spunto per una riorganizzazione nei luoghi di lavoro, e che possa servire da scintilla utile per alzare la testa e insorgere contro leggi ingiuste e lo strapotere della finanza”.

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