Sicurezza: Copasir, infrastrutture portuali vanno tutelate contro interessi extraeuropei

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Nel comparto dei trasporti marittimi si è registrata negli ultimi anni una “intensa attività da parte di attori extra-Ue, volta all’acquisizione di quote di partecipazione – e in taluni casi anche di controllo – dei principali terminal portuali europei e mediterranei, e nei confronti delle più importanti compagnie di navigazione”. E’ quanto si legge nella Relazione annuale del Copasir sull’attività svolta tra il primo gennaio 2021 e il 9 febbraio 2022, citando il caso del gruppo cinese Cosco, che ha acquisito la partecipazione o la gestione di diversi terminal europei e risulta, attraverso una propria controllata, il principale produttore mondiale di container.

“Le flotte mercantili italiane sono attori di rilevanza globale sia nel settore dei container che in quello delle crociere, e la crescente importanza delle nostre filiere potrebbe attirare l’interesse di soggetti extraeuropei con il rischio di una futura potenziale dipendenza da questi ultimi: si coglie pertanto l’occasione per rilevare il peso della flotta italiana e delle navi porta container, tanto più a fronte di un’integrazione con il trasporto aereo che accentua la natura strategica di tale settore”, si legge nel documento, il cui il Copasir ricorda che le principali infrastrutture portuali italiane sono già state oggetto di attenzione da parte di attori stranieri. Come nel caso delle interlocuzioni con il governo cinese in occasione della sottoscrizione del memorandum sulla Via della seta, che ha registrato anche un interesse per i porti di Savona-Vado Ligure, Venezia, Trieste, Napoli, Salerno e Taranto.

“Pur non essendo avvenuto un trasferimento del controllo all’estero di queste infrastrutture, esse costituiscono certamente degli asset strategici a rischio: la tutela delle infrastrutture portuali è necessario che si collochi nell’ambito di una più ampia strategia e politica italiana di sicurezza sul Mediterraneo”, scrive il Comitato.

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