Ex Ilva: relatori Milleproroghe, stop emendamenti soppressivi

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E’ ad uno snodo importante l’articolo 21 del decreto Milleproroghe relativo all’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia. Oggi, nelle commissioni alla Camera, in vista del successivo passaggio in Aula dell’insieme del testo, i relatori, Torto dell’M5S e Bordonali della Lega, hanno chiesto ed ottenuto di accantonare gli emendamenti soppressivi dell’articolo 21 e il Governo ha espresso parere conforme in proposito. Lo apprende AGI. Degli emendamenti soppressivi, dunque, per ora non si discute. L’articolo 21 e’ quello che trasferisce 575 milioni del “patrimonio destinato” di Ilva in amministrazione straordinaria dalle bonifiche dei siti inquinati in carico ai commissari Ilva ai futuri impianti di decarbonizzazione.  – Il “patrimonio destinato” e’ nato a seguito del rientro in Italia di poco piu’ di un miliardo di euro che gli industriali siderurgici Riva, gia’ proprietari e gestori dell’Ilva prima del commissariamento del 2013 a seguito delle vicende giudiziarie e ambientali, avevano trasferito all’estero. Chiedendo che le risorse non siano sottratte alle bonifiche in quanto i piani di Acciaierie d’Italia (la societa’ tra ArcelorMittal e Invitalia per conto dello Stato) sono ritenuti ancora nebulosi, un ampio numero di parlamentari ha chiesto l’abrogazione del contenuto dell’articolo 21. Richiesta che vede insieme deputati del Pd, M5S, Forza Italia, Leu, Italia Viva, piu’ diversi altri parlamentari del Misto e di altri gruppi nel Misto.

Contro la norma dell’articolo 21, a Taranto ci sono state anche proteste nelle settimane scorse ed un sit in sotto la Prefettura indetto dal sindacato Usb con la presenza di rappresentanti politici e istituzionali.In audizione alla Camera, il vice ministro Mise, Gilberto Pichetto Fratin, ha difeso la norma affermando che la decarbonizzazione della produzione dell’acciaio integra e completa gli interventi ambientali in corso, e quindi non c’e’ una diversa finalizzazione delle risorse, mentre i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria hanno sostenuto che, in assenza di risorse, diversi interventi in cantiere, relativi alla bonifica delle aree escluse dal perimetro di cessione ad ArcelorMittal, rischiano di non poter essere piu’ effettuati.

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