Ex Ilva, Confcommercio: “Su salute e ambiente la città paga un prezzo troppo alto”

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 “Le immagini giustamente postate sui social dai cittadini ancora una volta confermano quanto sia assurdamente alto e ingiustificato il prezzo che la città e i tarantini continuano a pagare in nome della tutela della produzione nazionale dell’acciaio. È ora di dire basta, la città deve reagire”. Lo dichiara il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande dopo quanto denunciato ieri dall’associazione

“Giustizia per Taranto” che ha postato sui social la foto della città avvolta dalle polveri sottili sollevate dal forte vento. “Gli abitanti del quartiere Tamburi sono costretti a restare chiusi nelle case e nei negozi per difendersi dalle polveri inquinanti e per non respirare un’area impregnata di agenti cancerogeni – aggiunge – Nulla può giustificare che la salute dei cittadini sia sistematicamente messa a rischio dalle emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico e che la produzione dell’acciaio non sia vincolata dalla valutazione dell’impatto sanitario”.

“La transizione ecologica, la sfida che vede impegnata l’Italia e l’Europa, sembra essere molto lontana da Taranto, e nulla sembra poter fermare la ferrea logica perversa di uno Stato che impone ai suoi cittadini inquinamento, malattie e disagio sociale ed economico e che a fronte di tante promesse risarcitorie viene meno ai suoi impegni”.

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