Ex Ilva, Manna: «Impianti ad area calda: vanno fermati»

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Sui nastri della linea D dell’agglomerato dell’impianto dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto che “si trovano tra i collettori che portano i fumi ai filtri meep” mancherebbe “l’aspirazione secondaria” ed è “estremamente grave che le polveri fini derivanti dal processo di cottura possano disperdersi senza mai arrivare ai filtri”. È la denuncia di Luciano Manna dell’associazione VeraLeaks.

“L’agglomerato – spiega – è costituito da due linee: la D e la E. Le due linee portano l’omogeneizzato composto da minerali di ferro, coke, calcare, calce e altri materiali aggiunti alla cottura per poi alimentare con questo impasto cotto l’altoforno. I fumi che si generano durante il processo di cottura producono inquinanti cancerogeni, tra questi la temuta diossina. Per far fronte alla cattura della diossina si ricorre a elettrofiltri”. “Questi impianti vanno fermati immediatamente“, sostiene, perché “rappresentano un serio rischio per l’ambiente e la salute. Continueremo a denunciare in procura la conduzione degli impianti della fabbrica ex Ilva Acciaierie d’Italia che commette gli stessi reati processati nel procedimento penale Ambiente svenduto”.

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