Ex Ilva. Legambiente Puglia al ministro della Sanità: “respinga la richiesta delle Acciaierie”

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“Legambiente chiede al ministero della Sanità, anche sulla scorta dello studio dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), di respingere al mittente la richiesta di Acciaierie d’Italia di rivedere i parametri con cui è stata effettuata la Valutazione del danno sanitario”. Così il presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli.

“Peraltro proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente rivisto i valori limiti suggeriti per una serie di inquinanti a partire da PM10, benzoapirene e PM 2,5 che incidono fortemente nella nostra realtà portandoli, in prospettiva, a livelli molto più bassi rispetto agli attuali limiti di legge italiani ed europei: sarebbe paradossale non tenerne conto”, sottolinea. Legambiente chiede al ministro della Transizione Ecologica di respingere la richiesta di Acciaierie d’Italia di diminuire i tempi di distillazione del coke nelle tre batterie in funzione.

“Si tratta di impianti le cui emissioni, sia convogliate che fuggitive, sono tra le più nocive dell’acciaieria e vanno perciò limitate il più possibile”, dice la presidente di Legambiente Taranto, Lunetta Franco. “L’allungamento a 24 ore dei tempi di distillazione del coke è una delle misure previste dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), fortemente voluta a suo tempo anche da Legambiente, ed é stata imposta nell’ultimo piano ambientale, a fronte della richiesta aziendale di ridurli a 20 ore, per il conseguente aumento delle emissioni inquinanti. Non c’è spazio per alcun annacquamento, per alcuna modifica che non sia validata da una preventiva valutazione dell’impatto sanitario del complesso degli impianti”, conclude.

“Legambiente ribadisce per l’ennesima volta la richiesta di disporre una Valutazione preventiva del Danno Sanitario basata sulle attuali emissioni, relativa a scenari produttivi inferiori alle 6 milioni di tonnellate annue, a partire da quelli attuali, per appurare la produzione di acciaio realizzabile oggi a Taranto senza rischi inaccettabili per la salute di cittadini e lavoratori”, dicono i due rappresentanti di Legambiente.

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