Giudici di pace, astensione dalle udienze dal 24 al 29 gennaio

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I giudici di pace incroceranno di nuovo le braccia. L’annuncio arriva dal Movimento Autonomo Giudici di Pace (M.A.Gi.P.) che, in una lunga lettera chiarisce i motivi dell’astensione dalle udienze proclamata dal 24 al 29 gennaio prossimo.

La questione non è di poco conto, soprattutto quando si tratta di concorsi vinti ma di determinazioni concorsuali per l’impiego pressoché  poste “in attesa”. I GdP , già vincitori del concorso pubblico, previsto dalla l.n.374/91 per l’accesso all’Ufficio del Giudice di Pace, dopo aver superato il tirocinio semestrale, con valutazione finale, successivamente al concorso, oltre numerose “procedure di conferma” quadriennali e risultando già confermati da delibera del CSM e decreto Ministeriale sino al 31/05/24, debbano essere sottoposti a nuova valutazione, come è incomprensibile che è stata depennata la voce “a tempo indeterminato”, rispetto alla bozza previgente, circostanza che, nella sostanza, nega l’attesa “stabilizzazione” e penalizza, anche economicamente coloro che esercitano la funzione in via esclusiva, lasciando i Giudici, che pur abbiano superata la “procedura valutativa”, sottoposti ad aleatorietà ed incertezza.

Altro tassello mancante è la determinazione contributiva. A carico di chi è prevista? Il fine ricordiamolo è il raggiungimento dell’agognata pensione che comprenderà tutta la contribuzione versata nell’arco dell’intero carico di lavoro, pertanto è necessario conoscere il peso contributivo in termini di tempo e di valore dei contributi.

Inoltre, lamentano quelli del MA.GI.P. «non è previsto alcun trattamento di fine rapporto, circostanza questa che corrobora la tesi che non si tratti di una stabilizzazione, ma solo di un malcelato tentativo di aggirare i limiti imposti nella procedura di infrazione, mediante la manovra maldestra di adeguare il diritto dell’unione Europea a quello interno e non viceversa».

Insomma ancora grane nei ranghi della magistratura.

 

Franco Marella

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