Guardia di Finanza Lecce. Operazione transnazionale “Astrolabio”.

145 Visite

Nella giornata odierna personale della Guardia di Finanza
del Comando Provinciale di Lecce e dello S.C.I.C.O. in Italia, della Polizia
dell’Attica – Divisione Antimmigrazione in Grecia e della Polizia in Albania,
nonché unità mobili di Europol sono impegnati nell’esecuzione di diverse
ordinanze di custodia cautelare e perquisizioni nei riguardi di numerosi
componenti di una organizzazione criminale transnazionale dedita al
favoreggiamento della immigrazione irregolare verso l’Europa e in particolare
verso le coste salentine.

In Italia è stata emessa ordinanza di custodia cautelare in
carcere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce ed analogo
provvedimento coercitivo è stato disposto in Albania su richiesta della S.P.A.K
di Tirana a carico di 25 persone. L’odierna operazione, denominata
“Astrolabio”, è il frutto di una complessa e articolata attività di indagine di
respiro internazionale svolta grazie alla formazione, attraverso il
coordinamento di Eurojust che ne ha promosso, coordinato e supportato le
attività, di una Squadra Investigativa Comune (S.I.C.) costituita nel gennaio
del 2021 tra la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica
di Lecce, la Procura Generale della Corte di Appello di Atene e la Procura
Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana (S.P.A.K.). A tale
Squadra Investigativa Comune hanno aderito la Direzione Nazionale Antimafia –
che ha apportato il proprio specifico contributo anche in funzione della
conoscenza delle diverse indagini coordinate sul territorio italiano – ed
Europol che ha evidenziato, attraverso l’analisi dei dati a sua disposizione,
gli elementi investigativi di comune interesse.

Quali componenti della Squadra Investigativa Comune hanno
partecipato alle indagini il Nucleo PEF – G.I.C.O di Lecce e lo SCICO della
Guardia di Finanza, la Polizia dell’Attica – Divisione Immigrazione – di Atene
e la Polizia di Tirana, con la collaborazione dello SCIP – Ufficio dell’Esperto
per la Sicurezza di Tirana instaurando tra di loro, grazie a tale strumento di
cooperazione internazionale, una costante, immediata e proficua collaborazione.
Le indagini, durate più di un anno, hanno consentito di acquisire un grave
quadro indiziario in ordine all’esistenza di un’organizzazione criminosa
unitaria operante in più territori, articolata in quattro cellule criminali
composte da cittadini stranieri, in prevalenza siriani ,volta al conseguimento
di ingenti profitti derivanti dalla gestione dell’illecita attività di
trasferimento di migranti, provenienti da varie parti del mondo, attraverso i
territori della Turchia, della Grecia e dell’Albania verso le coste salentine e
da qui verso altri paesi europei, loro destinazione finale. L’attività
investigativa articolata in intercettazioni telefoniche, ambientali e
telematiche, nonché numerose riprese video, puntualmente riscontrate da servizi
di osservazione e pedinamento svolti in Italia, Grecia ed Albania, ha
consentito di individuare le rotte tracciate dai trafficanti di uomini e di
delineare il ruolo di ciascun partecipe dell’organizzazione. In particolare:  uno dei due gruppi presenti in Italia, diretto
dal cittadino iracheno R.A.Q. domiciliato
nell’hinterland di Venezia, provvedeva al trasferimento nel territorio italiano
ed europeo di migranti irregolari prevalentemente di etnia arabo-siriana; lo
stesso con il ruolo di capo, disponendo di una estesa rete di collaboratori
presenti in diversi paesi europei, tra i quali la Grecia, dal proprio domicilio
coordinava il trasferimento dei migranti dalla Turchia in Italia e in altri
Stati dell’Unione Europea;  il secondo
gruppo presente in Italia, diretto dal cittadino iracheno M.M. residente in
Bari, provvedeva al recupero
dei presunti scafisti nei pressi del luogo di approdo sulle coste salentine,
consentendo a questi ultimi di sottrarsi all’arresto agevolando il loro
trasferimento in Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in
Turchia; in tal modo egli, unitamente agli altri partecipi, consentiva ai
presunti “scafisti” di reiterare le condotte illecite e alle diverse cellule
dell’organizzazione di continuare ad operare senza soluzione di continuità;
provvedeva, altresì, a prestare attività di ausilio e supporto ai migranti
giunti sul territorio salentino avviandoli verso le destinazioni finali;  il terzo gruppo, presente in Albania e diretto
dal cittadino siriano A.S., si occupava del
trasferimento dei migranti giunti dalla Grecia nel paese delle Aquile, ove
venivano imbarcati alla volta delle coste salentine;  il quarto gruppo presente in Turchia e diretta
dal cittadino iracheno R.A.A.R., provvedeva
al trasferimento dei migranti irregolari provenienti da Paesi del Medio Oriente
a bordo di imbarcazioni dirette verso le coste salentine e calabresi. L’attenta
analisi dei flussi migratori intercettati durante le indagini ha consentito di
risalire al tragitto seguito dai migranti che, partiti dai paesi di origine,
raggiungevano la Turchia e da lì intraprendevano il viaggio verso i paesi
dell’Unione Europea lungo due direttrici:  via mare, con partenza delle imbarcazioni
dalla costa turca, ovvero, dopo aver raggiunto i
rispettivi paesi, dalla Grecia e dall’Albania;  lungo la c.d. “rotta balcanica” attraversando
i vari Paesi con il supporto di una fitta rete di
sodali ivi presenti. La cooperazione tra autorità giudiziarie e di polizia
italiane, albanesi e greche ha consentito di pervenire alla compiuta
identificazione dei membri del sodalizio transnazionale contro cui si procede,
dimoranti in Italia, Albania, Grecia e altri paesi coinvolti nell’operazione, e
di acquisire numerose fonti di prova in ordine agli episodi criminosi ascritti
ai vari partecipi. Gli spostamenti ed i viaggi dei migranti sono stati
costantemente monitorati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico
finanziaria di Lecce grazie al supporto dei mezzi in dotazione al Reparto
Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza in collaborazione con i
velivoli di Frontex schierati in area di operazioni nel Canale d’Otranto. Le
indagini hanno consentito di appurare ben 30 episodi delittuosi, con
l’accertamento dell’arrivo sul territorio nazionale di 1.120 migranti
irregolari, la compiuta identificazione di nr. 26 presunti scafisti, 8 dei
quali arrestati in flagranza di reato (3 in Italia e 5 in Albania), e la
denuncia di 52 persone, che allo stato, risultano coinvolte negli illeciti
traffici. Si è altresì accertato che i migranti corrispondevano, su base
fiduciaria, il prezzo del viaggio attraverso il cosiddetto sistema “Hawala”
(detto metodo “Sarafi”): un vero e proprio sistema bancario abusivo di
trasferimento di valori, basato su una vasta rete di mediatori localizzati in
varie parti del territorio U.E. ed extra-U.E. Al riguardo, sono in corso
attività perquisitorie sul territorio nazionale e greco presso presunte agenzie
finanziarie ove risulterebbe depositato il denaro, relativo al traffico
illecito di migranti. 

Franco Marella

Promo