“Se muoio è stata mia moglie”, indagine verso la chiusura

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“Mia moglie ha provato a strangolarmi”. “Se domani mi trovano morto è stata lei”. Questi gli sms rivelatori che un uomo di 50 anni ha inviato alla sua amante la sera prima di morire. Per quel decesso catalogato come morte naturale, mesi fa, la Procura di Torino ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario la vedova, che ora, arrivata la conclusione delle indagini coordinate dal pm Paolo Cappelli, rischia il rinvio a giudizio.

Per l’accusa l’uomo sarebbe stato strangolato per gelosia, dopo che la moglie aveva scoperto che si sentiva con un’altra donna residente in Puglia. Lui era malato: un tumore al cavo orale. La malattia e gli interventi chirurgici avevano deformato il suo corpo ed era costretto ad alimentarsi con un sondino direttamente dallo stomaco. Prima di morire marito e moglie litigavano molto spesso, al punto che i vicini del loro alloggio, nel quartiere torinese di San Donato, avevano chiamato la polizia. Il 5 aprile il decesso e il 10 aprile la cremazione.

Ma l’amante dell’uomo, che aveva ricevuto quei messaggi, ha raccontato tutto ai carabinieri, mostrando le chat. Disposta dal pm, l’autopsia ha confermato che c’è stata asfissia meccanica e che sul collo sarebbero segni di strangolamento. La vedova, difesa dagli avvocati Alberto De Sanctis e Silvia Arnaudo, si è avvalsa della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato.

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