Cassazione. Codice della Strada: La pubblicità sui veicoli è vietata, ma va pagata.

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Arrivano i chiarimenti sull’art 23 del Codice della
strada in materia di pubblicità sui veicoli 17 Gennaio 2022.

Eppure, nonostante
il divieto, la società con la quale si accorda il proprietario dell’auto per
l’esposizione sulla sua carrozzeria di una pubblicità, è tenuto – secondo la
sentenza della Cassazione Civile n.23794 del 2021- ad onorare il suo impegno a
seguito dei pagamenti percepiti mensilmente. 

La sentenza va a
toccare l’aspettò civilistico della questione (nel 2019 vi furono, invece,
risvolti penali), chiarendo il rapporto operatore-automobilista. Lo scopo del
contratto è quello di trasferire messaggi pubblicitari di aziende su vetture
acquistate da privati (pubblicità sui veicoli), ai quali l’operatore paga un
canone  mensile a patto che si dimostri l’esposizione, e quindi la
visione concreta, del messaggio pubblicitario per 25 giorni in quel mese.

L’operatore, a
seguito di una restrittiva interpretazione dell’art 23 del Codice della strada
-per cui l’oggetto del contratto sarebbe impossibile-, sosteneva di non essere
più obbligato. Il giudice fa luce sul fatto che la pubblicità non è l’unica
parte del contratto, e che non v’è stata alcuna impossibilità sopravventa
poiché l’art 23 non è cambiato e l’operatore non si è dimostrato incline al
tentativo di (re)interpretazione. 

In Italia,
infatti, il codice della strada prevede che non sia possibile, se non per
servizi pubblici come Taxi e Bus, portare sulla propria vettura pubblicità sui
veicoli conto terzi.

Le aziende in
questo caso hanno risolto il problema dando ad ogni driver una lettera
d’incarico che dovranno portare sempre con sè, e mostrare in caso di
fermo. Primo passo da compiere è la presentazione della dichiarazione
antecedentemente l’esposizione della pubblicità, indicando caratteristiche,
durata e ubicazione dei mezzi pubblicitari. In caso di variazioni (modifiche
della superficie, del tipo di pubblicità sui veicoli effettuata deve essere
presentata opportuna dichiarazione, che dà diritto a conguagli tra quanto il
contribuente ha già pagato e la nuova imposizione. 

Potrebbe essere un modo come un altro per arrotondare a
fine mese, ma ogni guadagno va dichiarato.

Franco Marella 

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