‘Belli Ciao’, la maturità cinematografica di Pio e Amedeo e la “fuga di cervelli”

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Tante risate, altrettante riflessioni su ciò che siamo e su quello che vorremmo essere. E soprattutto sul dove vorremmo andare. Il film ‘Belli Ciao’ del duo comico foggiano ‘Pio e Amedeo‘ – sotto la sapiente regia di Gennaro Nunziante – è coincisa con una prima ed importante tappa di maturità. Oltre le battute c’è di più. 

Il tema dominante è il futuro dei giovani, soprattutto quelli del sud. Che ad un certo punto della propria vita si fermano davanti ad un grande interrogativo: restare nella propria terra per farla crescere o cercare fortuna altrove, con la speranza di vedere realmente valorizzate le proprie conoscenze ed i propri studi? Nel film si prendono come metri di confronto Sant’Agata di Puglia, comune del profondo territorio dauno, e Milano, de facto capitale economica d’Italia e da sempre terra di nuovi stili, tendenze e novità. E’, allo stesso tempo, lo scontro tra due mondi troppo distanti tra di loro: da un lato la provincia italiana, fatta di tradizioni, usanze e anche limiti e debolezze, dall’altro una città dinamica, ricca di rapporti liquidi (brevi ma non sempre intensi), che promette tanto ma che, al suo interno, nasconde comunque limiti e falle, dipinte strada facendo nell’animo dei protagonisti. 

Così i due foggiani, che nel film non cambiano i propri nomi. Amedeo ha il sogno di diventare medico, ma comunque riuscirà nel suo ‘paese ad aprirsi un’attività sanitaria, dall’altra Pio tenta la fortuna a Milano, nel settore della finanza e dell’economia: le cose sembrano andare inizialmente bene, fino a quando la sua attività non va incontro ad una serie di difficoltà che ne causano una rovinosa caduta ed anche l’addio della compagna, una nota ‘influencer’. Anche questa figura non scelta a caso, poiché trattasi, appunto, di una novità in ascesa e presa a modello soprattutto dalle generazioni più giovani. 

Una lunga amicizia, quella tra Pio e Amedeo, che viene sospesa solo apparentemente. Con un finanziamento, destinato proprio al comune di Sant’Agata, che non andrà mai in porto. Ma il percorso abbraccia anche altre vite di personaggi del film che a Milano hanno cercato fortuna ma davanti ad un possibile allontanamento da quel tipo di vita interpreterebbero il tutto come un fallimento

Per Pio e Amedeo, però, non è cosi. Così la soluzione finale diventa quella di recuperare tutti coloro che sono emigrati al nord, per ridare speranza alla propria terra. Perché non sempre andar via è la soluzione migliore per crescere. Il finale della pellicola non a caso è incentrato sul concetto di comunità: essa funziona se siamo noi a farla funzionare ed a metterla nelle condizioni di farci sentire a nostro agio. Un insegnamento profondo e che, speriamo, possano essere in molti a farlo proprio. Il messaggio che viene fuori dal film è profondo.  

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