Ex Ilva: Peacelink, evitare scippo soldi delle bonifiche

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Quando devono fare una brutta cosa la mettono nel decreto Milleproroghe di fine anno. Ci stanno infatti per sottrarre i soldi destinati alle bonifiche di Taranto, le bonifiche della falda superficiale e profonda e dei terreni contaminati”. Lo sottolinea il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti in merito alle polemiche per lo spostamento di risorse dal patrimonio destinato a Ilva in amministrazione straordinaria (risorse provenienti dal sequestro ai Riva) ad Acciaierie d’Italia (575 milioni per la decarbonizzazione) previsto dal decreto Milleproroghe.

Con la “manovra di trasferimento dei fondi per le bonifiche alle attività produttive – osserva l’ambientalista – il rischio è che Ilva in As (amministrazione straordinaria) rimanga senza fondi e che gli stessi lavoratori di Ilva in As siano prigionieri di una scatola vuota che non fara’ le bonifiche di suolo e falda. I fondi andrebbero nelle attività produttive tradendo lo scopo per cui erano stati destinati e per cui la Procura di Milano aveva operato riportandoli in Italia dai paradisi fiscali dei Riva. Molto grave”.

Il Decreto Milleproroghe, osserva ancora il presidente di Peacelink, “è un labirinto. Nessuno ci capisce nulla e proprio per questo ci infilano cose che sfuggono al controllo democratico. Il decreto tuttavia non è stato approvato e deve passare al vaglio di Camera e Senato. C’è la possibilità di evitare lo scippo dei soldi delle bonifiche“. Secondo Marescotti, “potrebbe intervenire la Commissione Europea per violazione della normativa sugli aiuti di Stato”.

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