La Calabria? Il Paese di Bengodi

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Nessun meridionale si attende una riduzione delle sue bollette della energia elettrica conseguente alla erezione di nuove centrali eoliche o solari. E hanno ragione! Infatti le regioni meridionali pur essendo autosufficienti da lustri nelle produzioni di energia elettrica “verde” stanno subendo fortissimi rincari per gli aumenti del prezzo delle energie fossili necessari alle aziende e famiglie collocate in altre parti d’Italia. Cioè i meridionali stanno pagando l’energia consumata da altri!!! E vogliono produrne altra qui!!

Né si capisce in cosa consista la transizione ecologica che fa strame del nostro paesaggio terrestre e marino saccheggiando il nostro sole e vento PER SEMPRE, senza in nulla favorire la crescita del nostro Pil.

Da queste colonne e da tempi non sospetti abbiamo invitato queste imprese a edificare le centrali necessarie in mare aperto lontano dalla vista delle popolazioni rivierasche, su isole galleggianti sufficientemente grandi da ospitare tutte le centrali che si desiderano. E invece dobbiamo subire il saccheggio del nostro ambiente e pagare l’energia come fosse prodotta dal petrolio. Mentre nessun nostro rappresentante politico se ne accorga!!!

La vox populi, si sa, non sbaglia mai e mai come in questo caso centra il problema che si tradurrà presto anche in danni irreparabili al nostro turismo oltre che alla nostra agricoltura.

La faggeta di monte Coppari che come migliaia di altri casi simili sarà distrutta per sempre in ossequio alla transizione ecologica (del cui destino apprendiamo da Imolaoggi del 26.12.21) si trova in Calabria tra lo Ionio e il Tirreno in posizione splendida. Ed è una posizione splendida anche per le imprese elettriche perché la Calabria è una Terra ormai poco abitata perché fornitrice di braccia e menti per il resto del paese, e quindi politicamente priva di santi in paradiso. Una vera cuccagna, una specie di Paese di Bengodi dove vai e prendi quello che vuoi senza che nessuno abbia la forza di profferire verbo.

Non sembra cambiato nulla da quando, occupata dalle legioni romane, era costretta a pagare tributi, a inviare prodotti di ogni genere (e adesso energia elettrica) e anche servitori per gli invasori. Oggi come allora gli occupati hanno perso ogni speranza e ogni velleità di far sentire le proprie ragioni: la cosa unica possibile è andare altrove e lasciare tutto in mano ai malavitosi locali.
riferimento: https://www.imolaoggi.it/2021/12/26/la-faggeta-di-monte-coppari-non-ci-sara-piu-al-suo-posto-le-pale-eoliche/

CANIO TRIONE 

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