Ex Ilva: nuove 13 settimane di Cig per 3.500 dipendenti

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Parte un nuovo ciclo di Cassa integrazione nello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di TARANTO. Interessera’ un massimo di 3.500 dipendenti, come era avvenuto per la precedente proroga in scadenza il 25 dicembre, distinti tra quadri, impiegati e operai. La procedura durera’ 13 settimane, anche senza accordo sindacale. E’ da luglio 2019 che l’azienda ricorre senza soluzione di continuita’ agli ammortizzatori sociali (tra cassa ordinaria e con causale Covid) e la situazione non e’ cambiata con l’ingresso dello Stato, tramite Invitalia, nella compagine societaria. Il piano industriale, che promette una rivoluzione green nell’arco di 10 anni, e’ stato illustrato per sommi capi nell’ultimo vertice che si e’ svolto al Mise. Ma non c’e’ alcun documento ufficiale messo a disposizione delle istituzioni e dei sindacati, tanto che gli ambientalisti hanno parlato di “metafisica” e di “piano fantasma”. La nuova ondata di cassa integrazione si e’ resa necessaria per il “perdurare – ha spiegato nella comunicazione alle sigle metalmeccaniche il direttore delle Risorse umane, Arturo Ferrucci – degli effetti sul processo produttivo dell’emergenza epidemiologica Covid19 a partire dal marzo del 2020 con conseguenze che continuano ad avere riflessi in termini di minore disponibilita’ di acciaio, compromettendo la piena saturazione degli impianti e la completa verticalizzazione dei prodotti finiti”. Nel documento viene poi sottolineato come la fermata non programmata dell’Altoforno 2, durata poco meno di un anno, fino al febbraio scorso, ha “privato il ciclo integrale di TARANTO della produzione di circa 5mila tonnellate di ghisa al giorno”. Ferrucci ha citato inoltre il nuovo stop dell’Altoforno 4 – che era gia’ stato fermato per diverse settimane e sottoposto a interventi di manutenzione – per “problemi impiantistici di natura tecnica che comportano un urgente e straordinario programma di manutenzione”. Una situazione che ha inciso anche sulla marcia delle acciaierie e a cascata di altri reparti. Il sito di TARANTO dovrebbe chiudere il 2021 con una produzione di circa 4 milioni di tonnellate di acciaio nonostante il mercato siderurgico positivo.

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