Agricoltura, Patuanelli: “Nel piano strategico nazionale proporremo 5 eco-schemi”

99 Visite

“Nel piano strategico nazionale (Psn) pensiamo di proporre cinque eco schemi, di cui uno molto importante dal punto di vista della tutela della biodiversità, ossia quello sugli insetti impollinatori, sulle piante mellifere, che però ha una densità economica bassa: parliamo del 5% delle risorse circa”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli oggi in audizione nelle Commissioni riunite Agricoltura di Senato e Camera, in merito al percorso di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e alla definizione del Piano strategico nazionale (Psn) nell’ambito della nuova Politica agricola comune (Pac).

Oltre all’eco schema sugli insetti impollinatori, “ci sarà poi un ecoschema a due livelli sulla zootecnia che avrà un’incidenza pari al 40% dell’importo complessivo, e che riguarda da un lato l’utilizzo del sistema Classyfarm per la riduzione del farmaco, dall’altro l’allevamento al pascolo con un incentivo a capo e non a ettaro, in modo da andare a ricadere esattamente su chi fa il pascolo e non su chi ha il terreno. Un incentivo forte, perchè arriviamo fino 200-250 euro/uba, un importo importante per la zootecnia biologica. In questo modo accompagniamo la zootecnia – ha detto il ministro – ma non basta: viene infatti confermato il 50% del 13% degli aiuti accoppiati destinati alla zootecnia”.


Per quanto riguarda il settore del riso “avevamo lo strumento molto utile degli aiuti accoppiati, che era però destinatario di un importo basso rispetto alla perdita dei pagamenti diretti. In questo senso abbiamo inteso fare uno sforzo che stiamo completando e che anticipo a grandi linee: dobbiamo arrivare al 25% di superficie biologica ed al momento siamo al 16%, quindi abbiano bisogno perciò di fare mantenimento da un lato e conversione dall’altro”.

Ancora, nella parte degli eco-schemi sarà inserito “un doppio sostegno all’olio d’oliva con un’eco schema doppio: uno riguarda l’inerbimento delle culture permanenti arboree e uno che riguarda l’aspetto più paesaggistico degli impianti ad olio che hanno una densità arborea al di sotto di una cifra che tiene dentro la Puglia, la Calabria la Liguria e altre regioni, mantenendo però sull’accoppiato solo la progettualità che riguarda l’olio DOP, in modo da liberare risorse sugli accoppiati”. C’è poi il settore del grano duro “con un pagamento accoppiato che andrà visto in aumento rispetto a quanto oggi previsto. In questo modo crediamo di aver trovato un equilibrio condiviso con le categorie e le Regioni per andare incontro alle esigenze sia territoriali ma soprattutto di filiera”, ha concluso il ministro.

Promo