Il centro-destra in coro: “Scelta definitiva su Taranto é di tavolo nazionale”

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“Sul candidato sindaco di Taranto abbiamo cominciato a ragionare nel centrodestra ma é evidente che su Taranto, per il rilievo che ha come città e per i problemi complessi che presenta, la scelta definitiva la farà il tavolo nazionale con i leader Berlusconi, Meloni e Salvini”. Lo ha dichiarato oggi a Taranto il coordinatore regionale Puglia di Forza Italia, il parlamentare Mauro D’Attis, nella conferenza stampa convocata per presentare, in vista del vertice del 7 dicembre, l’imminente rimodulazione dei finanziamenti relativi al contratto istituzionale di sviluppo per Taranto da parte del ministro per il sud, Mara Carfagna.

Per D’Attis, “Come Forza Italia spero di trovare un candidato sindaco che sia in grado di rispondere alla sfida di Taranto. Stiamo lavorando per trovare il candidato migliore. L’amministrazione Melucci ha dimostrato forza sin quando ha potuto gestire in modo clientelare il consenso, poi e’ caduta”. A Taranto si voterà nella primavera del 2022 come previsto ma nei giorni scorsi, a causa delle dimissioni “contestuali e irrevocabili” di 17 consiglieri comunali su 32, tra maggioranza e opposizione, é venuto meno in anticipo il consiglio, provocando di conseguenza anche la caduta della giunta di centrosinistra con a capo il sindaco Rinaldo Melucci del Pd.

Il prefetto di Taranto ha firmato un decreto di sospensione del consiglio e a Palazzo di Città da sabato scorso é insediato il commissario, il prefetto Vincenzo Cardellicchio. Attualmente e’ in piedi un giudizio al Tar di Lecce. Un ricorso avverso alla sospensione del Consiglio da parte del prefetto é stato promosso da tre ex assessori e da tre ex consiglieri, tutti di maggioranza. Il Tar deciderà nell’udienza del 22 dicembre prossimo. Nella conferenza stampa di oggi, il neo consigliere regionale Puglia di Forza Italia, Vito De Palma, ha auspicato “Che Forza Italia possa in futuro eleggere consiglieri che rimangono in Forza Italia” contestando la pratica che vede un consigliere eletto in uno schieramento politico e poi passare ad altro gruppo.

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