Ristoratori italiani citano Cina per danni

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E’ cominciato dinanzi al Tribunale di Viterbo il procedimento nel quale 700 tra bar e ristoranti rappresentati dall’associazione nazionale Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità, hanno citato per danni il Ministero della Sanità della Repubblica popolare cinese “per non aver tempestivamente segnalato all’Organizzazione mondiale della Sanità lo stato del diffondersi del virus e dei suoi gravi effetti letali a cavallo fra novembre e dicembre 2019, e comunque di non aver assunto i necessari provvedimenti di controllo sugli scali aereoportuali in partenza dalla Cina”.

Con tali “omissioni” il governo cinese, ritengono i ristoratori, assistiti dall’avvocato Marco Vignola, avrebbe “impedito allo Stato Italiano una tempestiva assunzione di provvedimenti da adottare di ordine pubblico e sanitario, che sicuramente avrebbero ridotto al minimo il disagio e le conseguenze negative derivanti dal Covid-19”, causando alle attività economiche danni “per mancato guadagno per anticipata chiusura delle intere strutture del comparto della ristorazione”.

Nell’udienza il Ministero cinese non si è costituito e ne è stata chiesta la dichiarazione di contumacia, evidenziando che l’atto di citazione è stato regolarmente notificato, tanto è vero che il Governo di Pechino ha risposto comunicando che “il suo contenuto violerebbe la sovranità della Cina”. La giudice Fiorella Scarpato ha concesso i termini per il deposito di eventuali memorie rinviando “per l’adozione dei conseguenti provvedimenti” all’udienza del 23 novembre 2022.

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