Olivicoltura: Confagricoltura, senza produzione non c’e’ Puglia

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“L’olivo è il simbolo della nostra comunità, è nel logo della nostra Regione. Nonostante la Xylella, pandemia che noi pugliesi viviamo come un dramma economico, lavorativo e culturale l’ulivo oggi è determinante per mantenere la nostra economia”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro in occasione della “Giornata mondiale dell’olivo” ribadendo che “senza produzione olivicola non c’è Puglia”. La produzione di olio di oliva è concentrata nel bacino del Mediterraneo. La Puglia è la prima regione in Italia per produzione di olio d’oliva e il nostro Paese è il secondo produttore dopo la Spagna e precede Grecia, Turchia e Marocco. Per la campagna olivicola nazionale in corso la produzione è stimata in 315mila tonnellate, distante anni luce dalle medie produttive degli anni 2000-2010, che andavano oltre le 500mila tonnellate. Ad avviso di Confagricoltura il settore ha bisogno di interventi e fondi specifici che consentano ai produttori di avere accesso a misure per l’ammodernamento delle strutture produttive e per lo sviluppo di nuovi ed efficienti sistemi di logistica. Servono ricerca, innovazione e risorse adeguate per favorire onerosi investimenti; e anche per avviare incisive politiche di promozione per valorizzare, verso i consumatori, il prodotto italiano di qualità. A preoccupare Confagricoltura c’è anche la nuova Politica agricole comune (Pac) che, per il settore olivicolo, prevede un consistente taglio dei pagamenti comunitari oggi destinati ai produttori e regole stringenti per l’accesso ai fondi per i programmi operativi. Il settore in Italia è composto da 646.326 aziende olivicole, che con i loro oliveti occupano una superficie di 1,2 milioni di ettari. I frantoi attivi sono 4.475 e le attività industriali legate al comparto sono 220. Le regioni che trainano la produzione sono la Puglia (49%), la Calabria (14) e la Sicilia (11%). Nel 2020 il fatturato del settore oleario è stato di 3.3 miliardi di euro. “Con la Xylella – conclude Lazzàro – abbiamo perso già 30mila posti di lavoro e se non sarà cambiata la Pac, se non si faranno scelte diverse, potremmo arrivare a perdere circa 90mila posti di lavoro nel giro di pochi anni. Oggi, però, è un giorno di riflessione ma anche un giorno di festa, e l’olivo è un albero ‘caparbio’ e generoso, caparbio perché cresce nei posti più impensabili e impervi, generoso perché dai suoi frutti nasce il prodotto più eccezionale per l’alimentazione umana. In questa caparbietà e generosità ci sono racchiusi la Puglia e i pugliesi”.

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